Apr

10

Mentre girovagavo su Plurk mi sono imbattuto su una disquisizione sul numero 666. Scherzando, ho detto che ci avrei scritto un post; molti mi hanno incoraggiato. Eccovi accontentati.
La menzione del 666 legato alla bestia compare nell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia cristiana, il cui nome in inglese è tutt’altro che apocalittico: Revelation, la rivelazione.
L’autore, san Giovanni è, tra tutti gli autori del Nuovo Testamento, il più esoterico. Basti pensare che durante alcune cerimonie massoniche (segnatamente quelle sotto il Rito Scozzese Antico ed Accettato) il Libro Sacro viene aperto sull’ara proprio sul prologo del Vangelo di Giovanni (“in principio era il verbo…”). Tale prologo ha infatti un senso di trasversalità religiosa, così come universale è da intendersi la libera muratoria.
Da tutto questo si evince che, se c’è un significato nel numero 666, tale significato non può essere letto con attribuzioni “ordinarie”, dovendo ricorrere all’esoterismo.
Ma andiamo con ordine. La menzione della bestia si ha in Apocalisse 13,1 (anche qui si rifletta sui numeri: il 13). Proprio all’inizio del libro (1,3) troviamo: “Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.” Da qui capiamo subito che questo libro non può essere letto con occhi “profani”, ma il messaggio è ben celato in una sorta di doppio fondo. C’è qualcosa da leggere, ma dobbiamo sapere anche come leggerla.
La bestia compare, come detto, nel capitolo 13, esattamente dopo che il serpente (prima drago) caduto dal cielo non è riuscito ad uccidere la donna che ha partorito il figlio maschio. [Ancora qui, sul serpente, potremmo parlare ore ed ore. Di sicuro il serpente non ha necessariamente connotazione negativa, basti pensare al Caduceo, all'Uroborus o alla verga di Mosè, trasformatasi per l'appunto in serpente davanti al Faraone. Dice il testo cabalistico Il libro dello splendore che quando Eva subì la tentazione del serpente e si avvicinò all'albero della conoscenza, l'albero recitò i versi del salmo 36,12-13 "Non mi raggiunga il piede del superbo e la man degli empi non mi scacci./Ecco, sono crollati i malfattori, abbattuti, non possono più rialzarsi." Interessante notare, per coincidenza numerica, Apocalisse 12,12-13 "Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo"./Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio."]
Il drago (chiamato serpente nei versi immediatamente seguenti quelli citati) si ferma sulla riva del mare, dal quale sorge la bestia. Di seguito il testo (13,1-2): “Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo./La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande.”
La menzione del numero la si trova in 13,18: “Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.” Tutto questo, peraltro, è relativo non alla bestia finora vista, ma ad una seconda (13,11: “Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago.”) Questa, in presenza della prima, ha di essa tutti i poteri e costringe gli abitanti della terra ad adorare la bestia (la prima). Costruisce inoltre una statua della bestia che ha potere di parlare ed infine mettere a morte tutti coloro che tale statua non adorano (echi del profeta Daniele – libro apocalittico della tradizione ebraica – e di quella che poi sarà la storia dei quattro santi coronati. Teniamo a mente Daniele, perché tornerà presto.)
Qui purtroppo deve fermarsi la lettura di chi non sa “leggere” i numeri secondo le tradizioni esoteriche, segnatamente quella ebraica, alla quale evidentemente e per ovvi motivi apparteneva Giovanni. Nella lingua ebraica i numeri non hanno caratteri; sono le lettere a fare da numero; ad esempio alef, prima lettera dell’alfabeto, ha valore 1, bed, 2 e così via (ve ne son anche per le decine e le centinaia). Il numero 666 corrisponde quindi ad un nome. Tutto sta a vedere quale. L’interrogativo quindi è prima di tutto riuscire a capire a quale delle due bestie si riferisce il numero, anche se appare ovvio che sia la seconda bestia, che seduce in nome della prima. E qui l’esoterismo ebraico ci viene non poco in aiuto, considerando sia l’albero della vita che un simbolo molto universale che poi la cristianità ha fatto quasi interamente suo: il Graal. Si dice che la coppa fu intagliata dagli angeli su uno smeraldo staccato dalla fronte di Lucifero durante la sua caduta (è forse la ferita poi rimarginata della prima bestia in 13,3?). Lucifero è noto come l’angelo della corona (per questo alcuni dicono che era una pietra della sua corona). Corona in ebraico è Kether, il primo sephirah dell’albero della vita. Angelo della corona, in ebraico Hakathriel ha come numero corrispondente proprio il 666. Il Graal fu poi affidato ad Adamo nel paradiso terrestre, che poi non poté tenerlo dopo la sua cacciata.
Ma non basta: il numero 666 viene direttamente dal culto praticato a Babilonia, città nella quale viveva, per l’appunto, il profeta Daniele, ed ecco che quindi torniamo ad una tradizione che affonda le sue radici in epoche molto lontane. Insomma, l’Apocalisse non inventa niente di nuovo (compare infatti nell’Apocalisse la prostituta di Babilonia.)
Importante è chiedersi come debba essere calcolato questo numero. Esotericamente parlando esistono numerosi metodi:
la riduzione cabalistica, la somma cioè delle singole cifre;
la riduzione teosofica, il resto della divisione di un numero per 9. Nel caso di 666, essendo 666/9=74, è 0;
l’addizione teosofica, la somma di un numero con tutti i numeri che lo precedono (36+35+34…+1=666; 36 è il numero degli dei babilonesi). L’addizione teosofica di 666 è 222111;
la radice essenziale di un numero è la riduzione teosofica dell’addizione teosofica (e qui nel nostro caso troviamo ancora 0).
Molti hanno cercato di dare un nome utilizzando soltanto la riduzione cabalistica (che porta, si dice a Nerone o a Hitler, ma abbiamo visto benissimo che porta senza problemi a Lucifero.) L’ultima osservazione da fare è che, per l’ebraismo, i demoni non sono come i demoni cristiani: sono la personificazione sregolata degli istinti. Il principe dei demoni, Asmodeo, catturato da Salomone, fu costretto a fare da guardia ai tesori del Tempio.


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4 Comments so far

  1. Mister X on April 10, 2010 6:53 pm

    Accidenti! non le sapevo tutte queste cose! O_O’ ero in cerca di materiale al riguardo tempo fa, ma posso dire che qui c’a anche più di quello che avevo trovato allora…
    Ottimo lavoro! :D

  2. Nicola Menicacci on April 10, 2010 7:18 pm

    Grazie mille, molto gentile

  3. lunpar_lala85 on April 11, 2010 12:41 pm

    la mia concezione di religione è molto particolare, quindi non entrerò nel merito, né del cristianesimo, né dell’ebraismo, perché non mi appartengono e rischierei di urtare i sentimenti di qualcuno.

    ho sempre pensato che la bibbia è un libro che andrebbe letto – cosa che chiaramente poi non ho mai fatto :P – fosse anche solo per conoscerne la storia. non per motivi religiosi, intendo, ma come un “romanzo”, non so se mi spiego.

    il post mi ha ricordato che me lo son detta, a volte, di ricercarla nei meandri della casa e leggerla, magari è la volta buona che lo faccio :)

    L

  4. Nicola Menicacci on April 11, 2010 5:43 pm

    L’idea della lettura della Bibbia così non è male, in verità, segnatamente la parte agiografica del Vecchio Testamento e, per me in misura minore, i Vangeli.
    Buona lettura.

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