Jan

17

La sala era grande, molto grande, tanto da poter essere divisa tranquillamente in due ambienti nei quali si potevano svolgere attività concomitanti. Quando io sono entrato, mi sono accorto che la mia sezione era ovviamente quella dall’altra parte. Ho cominciato ad attraversarla mente mi venivano incontro uomini e donne che parlavano in inglese, con indosso i loro abiti rituali, chi drappi o grembiuli, chi fasce, chi anche maschere e gioielli. Il più carismatico sembrava avere in volto un’aurea argentea, e tutti si sistemavano ai loro posti. Per passare in mezzo e allo stesso tempo non fare molto rumore, procedevo mostrando i segni e pronunziando le parole che ben conosco, al che la fiumana di gente si scostava, sentendola comunque bisbigliare dietro di me, come a sorprendersi che io sapessi. È stato in quel momento che mi sono reso conto di indossare la camicia bianca con i gemelli, del tutto inadeguata a quel luogo, che adesso più che una stanza appariva come una caverna rischiarata da fiaccole alle pareti.
Una persona si avvicina, sorridente, la camicia azzurra e la giacca grigia; mi ha dato la mano, che ho ristretto facendo sentire il tatto, allorché il sorriso si è ancora di più ampliato.
Non so quanto ci è voluto per traversare tutta quella gente. So soltanto che quando sono arrivato dall’altra parte Rosa sorrideva, tutti i tavoli erano apparecchiati, la masseria aveva i soffitti arcuati che ben ricordavo.
Ci siamo messi a sedere sorridendo.

Checché ne dicesse qualcuno, i sogni sono influenzati da così tante variabili che alla fine è difficile poter riuscire a ricavarne un significato.
Forse, se non avessi visto la scena finale di Scooby-Doo, di sicuro una cosa così la mia mente non l’avrebbe partorita.
Fondamentale è la coda dell’occhio….


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