Jan
21
L’illuminazione
January 21, 2009 | 5 Comments
Stamani, mentre scendevo a vedere se c’era posta, ho avuto un’illuminazione, di quelle di tipo Zen direi.
Proprio oggi che il sole entra nell’Acquario, il segno che odio in assoluto di più (non me ne vogliano tutti gli acquari che non conosco, praticamente il 99,999999999999% della popolazione attiva).
Amo fare quello che faccio.
Adoro tradurre. Adoro tradurre libri, DVD, riportare in un’altra lingua il pensiero di altre persone.
Mi piace farlo, lo faccio bene (lo dicono gli altri prima di me, almeno quegli autori e trainer che, per contratto, vogliono i miei servigi).
Spesso ho resistenze, paure, ruggine nei confronti della traduzione, ma perché dentro di me c’è qualcosa che ancora ogni tanto fa capolino e mi dice che non posso fare davvero ciò che mi piace, non è un vero e proprio lavoro.
Mi sono illuminato.
La mia giornata è cambiata. È cambiata la camminata, sono cambiati i pensieri. È stata una svolta.
Non so se si tratta di vision, mission o ambition, o di niente di tutto ciò. Mi sembra soltanto di essere balzato sulla vetta della piramide. Direttamente allo spirito, saltando il resto. All’improvviso.
In attesa di uccidere definitivamente il mostro, mi rallegro per questa illuminazione, giunta mentre aprivo la porta di casa. Ricorda il monaco che asciuga la ciotola di riso dopo aver interrogato il maestro, non vi pare?
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non è che non ho letto, voglio solo ponderare una risposta
Ci sono cose che si fanno per caso. Ci sono cose che si fanno per dovere. Ci sono cose che si fanno per piacere. In effetti, ci sono tante cose che facciamo, ma poche volte siamo inclini a capire perchè le facciamo. Neghiamo, confermiamo, scendiamo a compromessi. E poi ci sono le cose di cui siamo fieri, le scelte che difendiamo, quelle che amiamo. Ecco, ci sono cose che amiamo fare.
Arriva un momento in cui l’amore di cioè che è amato sconfigge l’accettazione per quel che è dovuto, e sconfina in un fuoco di vita e passione.
Arrivato quel momento, cominciamo a respirare, e l’aria ha il sapore che decidiamo di darle.
Io aspetto che sia un sapore caldo, possibilmente di caffè tostato.
Auguri per la tua illuminazione, nicola!
In Italia molti hanno la sensazione che non sia possibile guadagnarsi da vivere con quello che ci piace fare. Io stesso piú di una volta l’ho pensato.
La prospettiva cambia totalmente quando vivi in un paese come quello in cui vivo adesso io; l’Olanda. Quassú le persone mirano principalmente a trovare soddisfazione nel campo del lavoro. Se un impiegato é soddisfatto ci guadagnano tutti, lui la famiglia, l’azienda, la societá.
Come dice Paolo Bernard, il grande problema dell’uomo moderno é la perdita della propria autostima.
Grande Nicola! Avanti cosí!!!
Caro Stefano, Caro Gian Maria,
vi ringrazio per i vostri post.
Quello di Gian Maria mi rallegra particolarmente. Era tanto tempo che non ci sentivamo e vedevamo e del resto, durante le scorribande con gli AbNormal, ci incrociavamo tra il set di Kirsten e Ivan ed il nostro.
Io sono contento che in Olanda le cose siano molto migliori che non qui. Io, per fortuna, ho una nicchia piuttosto interessante nella quale mi sto sempre più progressivamente inserendo. Ma in generale è vero, mettersi sui banchi lavorativi anche obtorto collo è un bel canaio…
E poi, sembra una cosa profetica: Percival! Il Graal nei Paesi Bassi e negli splendidi occhi di un bambino.
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