Nov

17

Mentre sto per dare ad altri l’annuncio di Isabel, che ti vedo? Una notizia bomba!
Adesso pure i pesci stanno fuor d’acqua.
In Belize non ti vanno a trovare un pesce che nei periodi di siccità se ne sta sugli alberi?
La natura è un pezzo avanti… e fino a ieri si parlava di comunicazione paradossale!

Nov

17

In una notte tarda di Novembre del 2007.
Se un giorno vorrai leggere qualcosa di carino, vai qui e leggiti “Una storia d’amore”.
Che tu possa costruire una scala che arriva fino al cielo e scalare con calma e gioia ogni piolo.
Conosco tuo padre da quasi trent’anni, ma questo a te adesso e per molto tempo non dirà niente. Ma quando anche tu ti troverai al posto mio, e prima o poi capiterà, capirai.
Ben arrivata, Isabel, buon viaggio

.

Nov

15

Ring me your secret bell
Don’t keep it hid
I’ll fall under your spell
Like I never did
You can feel it
You could breathe it
Deep in your soul
You’ll hear this call.

Play me another song
Don’t waste your time
No matter if it’s long
It’s not a crime
Will you miss me
Will you seek me
Among the stars
Inside these bars?

Show me your inner light
Don’t be afraid
To light this windy night
I need new faith
And you will miss me
You will seek me
Among the stars
Inside these bars.

Suonami il tuo campanello segreto / non lo nascondere / cadrò sotto il tuo incantesimo / come mai prima / puoi sentirlo / puoi respirarlo / nel profondo dell’anima / udrai questo richiamo
suonami un’altra canzone / non perder tempo / non importa se è lunga / non è un reato / ti mancherò / mi cercherai / tra le stelle / o in queste battute?
mostrami la tua luce interiore / non aver paura / per illuminare questa notte ventosa / ho bisogno di nuova fede / e ti mancherò / e mi cercherai / tra le stelle / o in queste battute
(pieve di Santa Maria Novella, Radda in Chianti, autunno 1993)

Nov

10

Ancora una volta la mia passione per Dylan ha colpito!
Vedendolo in “Masked and Anonymous” usare un rasoio a mano libera (che ancora chiamavo rasoio da barbiere) per sistemare i suoi baffetti alla Vincent Price, mi sono detto: “Anch’io!”
E cosi quel pomeriggio mi sono messo alla ricerca di qualcosa su Internet e poi sono partito fiducioso.
Era il 1 Aprile (2006), ed ho detto tutto.
Alla fine me ne torno a casa con un Dovo Astrale con manico in ebano e lama in acciaio carbonato, 5/8. Avevo deliberatamente trascurato quelli con lama in inox. Mi avevano avvertito di asciugarlo bene dopo averlo usato, pena il rischio di ruggine. Avevo accettato la cosa di buon grado. La scelta dell’acciaio carbonato proveniva anche da un ragionamento: essendo l’acciaio inox una conquista di questo secolo, ed essendo i rasoi in voga da secoli, perché non usare quelli costruiti col metallo di una volta? Non fa una piega!
Dal momento che sono alquanto imberbe, ecco che da sabato attendo lunedì per provarlo.
Prima magagna: avevo ancora la schiuma da barba che usavo per il Mac3. Quindi, ‘sto affare non ne voleva sapere di intaccare la barba.
Ma soprattutto, come angolarlo? BOH!
Prova in un modo, prova in un altro, mentre mi inquieto sempre più, alla fine decido di radere i baffi.
Ed inclino la lama a 90° rispetto al baffo.
Risultato: un rumorino sottile sottile, un lieve bruciore e zacchete! un taglio bello bello di 2 centimetri e mezzo!
Imbufalito, asciugo tutto e lo rimetto via, uso il Mac 3 e mi tengo il taglio. Nel frattempo mi chiama un mio amico parrucchiere, gli racconto l’accaduto e mi dice “vendilo”.
Figuratevi un po’ io!
Mi documento, comincio ad arrangiarmi e rimedio anche 2 video su Internet.
Ecco il trucco, la lama deve essere inclinata di circa 30°, assolutamente nessuna pressione ed in ultima istanza tirare la pelle, favorendo così lo scorrere libero dell’acciaio sul volto ben inumidito ed insaponato (regolarmente sapone e pennello!).
Già dalla seconda volta, una barba tagliata da dio, neanche un taglio e, quel che più importa, la pelle era liscia, per niente stressata come invece succede con i rasoi a due o più lame (perché la striscia lubrificante fa attrito e tira la pelle in modo artificioso, e le due-tre-quattro-cinque lame lavorano passando più volte sullo stesso punto. Lo sapete che ad ogni rasatura con questi ritrovati si passa finanche 210 volte sullo stesso punto, mentre con un rasoio a mano libera massimo tre?).
Ultima cosa da dire, occorre più o meno lo stesso tempo della rasatura con un normale plurilama usa e getta o con lamette intercambiabili. Ma volete mettere il meraviglioso rituale di tirare fuori il rasoio dalla scatola, passarlo sulla coramella o sulla striscia di cuoio e sentire la barba “cantare” quando viene tagliata via? E, soprattutto, quando la lama comincia a segnalare segni di cedimento mettersi lì per una ventina di minuti, passarla sulla pietra e rimetterla a nuovo?
Oltretutto, sapete quanti meno rifiuti producete?
Da quel giorno, ho usato un Mac 3 solo altre tre volte, proprio per disperazione. Viaggio sempre con una coramella da viaggio, il rasoio (adesso ne ho 15, molti dei quali restaurati da me, anche di inizio XX secolo, che tagliano ancora meravigliosamente), pennello e sapone. Ed ogni volta che mi rado è un piacere!
Sia lode al rasoio a mano libera

Nov

7

Domenico Turco dice:

Il libro di Menicacci è straordinario, e ne consiglio caldamente la lettura a chiunque, non solo ai fan del mitico Bob Dylan.

Io in realtà trovo che la vera cosa straordinaria sia proprio Domenico, con tutto ciò che fa.
Trovo straordinario che il mio libro sia piaciuto davvero poco ai fans di Dylan, e che invece mi abbia aperto le porte a molte amicizie di persone appartenenti al “non solo”: dallo stesso Domenico a Salvatore Cacace.
Perché, vedete, in effetti quello che dico su Dylan non è piaciuto o ha fatto ridere molti. E mi dispiace che alla fine tutto si limiti ad un “non è vero” oppure che in fondo non si capisca quale sia il messaggio.
Certo, la tempistica non mi ha aiutato. Scritto nel 2002, è uscito nel 2005, mentre Dan Brown la imperversava con il suo “codice”. E allora è sembrato che io mi fossi attaccato al successo del libro. E allora dovremmo dire che pure Brown ha attinto a piene mani da questo e quel testo.
Ma alla fine, nessuno si è mai posto la domanda: e se tutto questo fosse vero? Non vi pare che avremmo perso un’importante fetta del significato dell’opera dylaniana se non l’avessimo saputo?
E ancora, mi sorprende che il maggior numero di discussioni questo libro le abbia generate proprio in ambienti ai quali non pensavo mai sarebbe arrivato. Il “non solo”.
Anche questo è straordinario.

Nov

4

Chissà come si sentirà adesso, che altro non si fa se non parlare di lui, anche se per interposta persona. Chissà cosa passerà per la mente all’animale più famoso del momento, quello che è stato immolato per un ideale (in questo caso la fede), uno dei primi – se non il primo in assoluto – del quale si ha memoria: il capro espiatorio.
Si legge infatti in Genesi 22,13: “Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.”
Da qui la famosa parabola del capro espiatorio, quello che paga per tutti.
Questa settimana ne abbiamo visti almeno due: la vittima di Tor di Quinto ed i rumeni all’uscita del parcheggio.
Tralasciamo la tragedia, perché siamo veramente indegni di parlarne, perché davanti a tanta efferatezza ci dobbiamo solo vergognare di essere umani.
Parliamo invece della spedizione punitiva al supermercato. Strano pensare che questa giunga dopo che se ne è parlato troppo nelle notizie di questo fatto, dopo che qualche esponente poltico ha pontificato scaldando gli animi, tanto che alla fine una frangia di destra ha dovuto mettere le mani avanti e dichiarare la propria estraneità ai fatti.
Sappiamo tutti cosa genera la sindrome da imitazione: qui a Firenze ne abbiamo avuto esempio quasi venti anni fa, agli albori dei ’90, quando la città fu invasa per un po’ di tempo da un’ondata xenofoba diretta verso gli africani, cosa che spinse Johnny Clegg a rifiutare il fiorino d’oro che l’amministrazione gli aveva riservato.
Cosa succederà adesso, se se ne continua a parlare? Chi ne farà le spese? Non di certo Adrian Mutu (peraltro pesantemente fischiato ieri a Roma), ma altri meno in vista, dei quali magari niente mai sapremo.
Non rimane altro che da domandarsi una cosa: cosa succederà a scuola ai bambini che provengono da quelle parti d’Europa? Saranno messi all’angolo, saranno scherniti, saranno aggrediti? E sì che loro, data la loro giovane età, più degli altri si prestano ad essere i capri espiatori.
Solo adesso si interviene in massa per rendere le zone più sicure, allontanare i clandestini e gli abbaraccati. How many deaths will it take ’til he knows that too many people have died?
Chiediamoci perché a Tor Di Quinto c’è un tratto di strada buia. Forse perché ormai nessuno prende più i mezzi pubblici, o forse perché nessuno degno di riguardo abita da quelle parti?
Caro capro espiatorio, tu che sai, spiegaci cosa sta succedendo.

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