Aug

31

Finalmente una grande notizia.
Torna a casa, dopo due anni di furto, “L’Urlo“, capolavoro di Edvard Munch rubato il 22 Agosto 2004 dal Museo Munch di Oslo.
Assieme all’”Urlo” è stata ritrovata la Madonna dello stesso artista.
E per una cosa che torna a casa, una che se ne va. L’addio a Glenn Ford, scomparso a 90 anni. Pochi hanno detto che durante la guerra aiutò molti ebrei a salvarsi in Francia.

Aug

31

Mentre si comincia a parlare della qualità del nuovo “Modern Times” uscito due giorni fa, è fresca fresca la notizia che Bob Dylan ha prestato il suo volto alla campagna pubblicitaria dell’IPod. Nella sua solita tenuta, cappello d’ordinanza incluso, imbraccia una chitarra acustica (i benpensanti sul fegato sono soddisfatti) ed intona una canzone tratta proprio da “Modern Times” mentre una ragazza balla dietro di lui, ascoltando il brano sul dispositivo portatile. Rockol, dal quale la notizia è tratta, non manca di dire che la giovane ragazza è afroamericana.
Dopo Victoria’s Secret, spot realizzato accanto ad Adriana Lima – ben nota in Italia per la campagna della Tim con Christian De Sica – e dopo aver prestato “The Tinmes They Are a-Changin’” (seppure nella versione di Havens) ad una pubblicità di libri contabili, Dylan è di nuovo ricercato come testimonial.
Eppure, esteticamente è proprio bruttino….

Aug

30

Ci sono dei vincitori del Premio Nobel per la Letteratura che, una volta letti, rimangono nel cuore per sempre.
Nagib Mahfuz, che oggi si è spento alla bella età di 94 anni, è uno di quelli. Ricoverato il 16 Luglio – nello stesso ospedale del Cairo che l’aveva ospitato in seguito ad un tentativo di omcidio da parte di un gruppo di integralisti – per una caduta in casa, le sue condizioni erano peggiorate a seguito di un’emorragia al colon.
Leggere “Vicolo del Mortaio” o le sue novelle è come essere trasportati in un mondo che non esiste più ma che pulsa ancora attraverso quelle pagine senza tempo. Famosa è la sua trilogia del Cairo del 1957, anno nel quale ricevette in Egitto il premio di Stato per la letteratura.
Pochi scrittori (tra i quali spicca anche un altro grandissimo Premio Nobel, Gabriel Garcia Marquez) hanno veramente segnato la letteratura di qualità al di fuori dei confini europei e nordamericani.
Con Mahfuz se ne va una voce unica ed irripetibile.

Aug

27

Stamani mi alzo e noto che il vento qui nell’estremo Nord della Sardegna è ancora impetuoso. Dall’altra stanza mi giunge la voce della televisione. È in corso la messa.
Mentre ancora mi domando che espressione di civiltà sia trasmettere alla televisione un rito che per sua stessa natura è di tipo collettivo (chiesa altro non significa se non assemblea) e mi accingo a riscaldare il caffè (è inutile sprecare altra acqua in un’isola che ha problemi di siccità – chi usa l’acqua per lavare la macchina in questo periodo e in questi luoghi non è altro che un irresponsabile) la celebrazione giunge al momento dell’eucaristia.
Tutti in fila a prendere la comunione e… cosa succede?
LA PUBBLICITÀ
La pausa commerciale ad interrompere una celebrazione sacra: annunci consumistici ed anticipazione del programma a seguire. Esattamente nello spirito religioso!!!!!!
Un altro esempio dell’italietta berlusconiana! La messa era su Rete4!

Aug

21

Dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare. L’ultima uscita di Benedetto XVI, o di Joseph Ratzinger se vi piace di più, ha più che senso. Si invitano le persone a prendere le distanze dai ritmi forsennati di lavoro perché si altera il rapporto con la realtà. E non posso che sostenere a piene mani questa argomentazione. Soprattutto adesso che, dopo due settimane passate a fare da interprete ad un convengo tenutosi in un magnifico complesso del XVI secolo che ci ha isolato completamente dalla realtà, ho veramente capito cosa significa stare sempre nell’ambiente di lavoro. Quasi tutti ignoravamo i fatti del 10 Agosto, i disagi agli aeroporti, la situazione israelo-libanese e via discorrendo. Ed il tornare a Padova per prendere il treno è stato quasi traumatico: una tranquilla stazione in un sabato d’Agosto mi dava la sensazione di stare in una bolgia terribile.
Stessa sensazione la deve provare chi dedica al lavoro – spesso per necessità, altre volte per incapacità di fare diversamente – la stragrande maggioranza del proprio tempo, magari serbando quel poco che gli rimane agli altri, non riuscendo mai a stare con sé medesimo. Situazione rischiosa, ai limiti del burnout e delle difficoltà relazionali. Il Papa ovviamente si raccomanda di dedicare tempo e dedizione alla preghiera, ma se si legge il messaggio in prospettiva laica o più semplicemente umana ecco che le sue parole sono veramente preziose: date il giusto tempo a tutto, non lasciatevi sopraffare da cose e valori che sono troppo spesso eterodeterminate e sulle quali voi non avete molta voce in capitolo.
Laddove invece sbianco è nell’apprendere la logica di chi vuole aver ragione per forza e che non sottostà alle regole (ottant’anni fa c’era qualcuno che istituzionalmente aveva sempre ragione…). Parlo della Juventus, che prima si vanta di essere società sportiva e quindi regolata e garantita in modo diverso (leggasi più privilegiato) delle normali società di diritto commerciale, per poi disconoscere il valore delle sentenze della giustizia sportiva. Serie B dice il verdetto e serie B sia (che è fin troppo bonaria). Chi sbaglia deve pagare: dalla multa alla frode. Ha a disposizione la giustizia che le viene assegnata, il giudice naturale precostituito per natura ex art. 25 della Costituzione, con tutti i gradi di giudizio che comporta. I signori invece no! Vogliono il TAR, la Corte di Giustizia della Comunità Europea e chi più ne ha più ne metta. Il ricorso alla Sacra Rota viene annunciato imminente per decretare l’annullamento del rapporto (rato ma non consumato) tra la Vecchia Signora e i suoi due mariti Giraudo e Moggi. Una moderna Dona Flor torinese.
Il messaggio, o per dirla in termini di teoria della comunicazione il feedback, è chiaro: fai pure il disonesto, tanto poi tra cavilli legali e interessi superiori, pestando i piedi di qualcuno a qualcosa arrivi. Anzi, spesso te la cavi con le scuse di tutti.
Appello accorato a Della Valle: non ricorrere, tieniti la tua penalizzazione e la squalifica: sei entrato nel circo del calcio, volevi cambiarlo e ne sei rimasto intrappolato. Fatti da parte, delega. Delegare è la prima, grande qualità di un manager.
Quindi, attestato di stima a Ratzinger per aver capito il male principale della nostra società e nota di vergogna estrema a quelli che vanno vestiti come le zebre.

Aug

18

Ho appena finito di leggere “La Stanza” di Harold Pinter, è una commedia rappresentata per la prima volta nel 1958. Secondo il mio amico Francesco Mancini è il primo lavoro del commediografo inglese Premio Nobel 2005, anche se nel cofanetto Einaudi che raccoglie la sua produzione teatrale sta al secondo posto. Forse perché sono state pubblicate seguendo l’ordine di rappresentazione, magari è vero che “La Stanza” è stata la prima commedia ad essere stata scritta ma non la prima ad essere stata rappresentata. Succede in molti casi, non ultimo nei miei libri, laddove il mio contributo a “Siena e San Galgano” è stato il primo ad essere pubblicato ma il secondo ad essere stato scritto.
Il lavoro è breve, scorre molto bene, c’è un’inquietudine di fondo che pervade tutto lo scritto. L’ambientazione in una stanza dove vivono due persone, una delle quali non parla mai se non nelle ultimissime battute, dove altri personaggi vanno e vengono. Un piccolo porto di mare in un sobborgo inglese degli anni ’50. Irrequietezza, pazzia, piccoli buchi neri nelle vite dei personaggi, enormi punti interrogativi e piccoli sottintesi che accrescono la tensione.
Per certi versi, l’ambientazione mi ricorda il tram chiamato Desiderio di Tennessee Williams.
Leggerò altri lavori di Pinter: ora come ora mi sento di consigliarlo vivamente a chi ama i dialoghi ben scritti. Non a caso, ha vinto un premio importante…..

Aug

14

Può mai essere che, nello scrivere la parte della Contessa ne “Le Nozze di Figaro” Mozart pensasse alla voce di Elisabeth Schwarzkopf?
La domanda, apparentemente frutto di precoce pazzia da parte dello scrivente, in realtà appare più che spontanea nel sentire il soprano intonare quelle note leggere sotto la direzione attenta, melanconica e rispettosa di Carlo Maria Giulini in un giorno ormai lontano di quasi mezzo secolo fa.
Elisabeth Schwarzkopf si è spenta lo scorso 3 Agosto, alla notevole età di 90 anni. Uno dei più grandi interpreti – anzi sarebbe meglio dire una delle più grandi voci mozartiane, dotata di tecnica, talento, interpretazione e sensibilità.
Il modo di tenere la corona a metà di “dove sono i bei momenti” nel terzo atto dell’opera, il duetto con Anna Moffo nella deliziosa “canzonetta sull’aria” fanno veramente pensare che per questa impareggiabile cantante intonare un’aria vecchia di oltre 150 anni fosse naturale come dare il buongiorno in strada.
Se ne va così un’altra impareggiabile interprete che della specialità del repertorio aveva fatto una forma d’arte.
Chissà quanto dovremo aspettare per vederla reincarnata in un’altra voce. Forse per sempre, visto che il modo di cantare l’opera è ormai cambiato.
Addio e grazie.

Aug

5

La Banca Federico del Vecchio fu fondata dal suddetto a Firenze nel 1889. Per anni è stata un vanto del centro storico, con un’unica sede in Via de’ Banchi, ad un tiro di schioppo da Piazza Santa Maria Novella.
Acquistato un nuovo palazzo alla fine degli anni ’80, poco dopo aver festeggiato i suoi primi cento anni, la sede si è poi trasferita in Viale Gramsci, relegando Via de’ Banchi a succursale.
La notizia è ormai ufficiale: quella che fino a ieri era forse l’unica banca privata rimasta in Italia passa ad un gruppo più ampio. Gli anni, la concorrenza ed il mercato globale tutto possono contro un piccolo gioiello di “artigianato bancario”.
Per me, poi, sarà ancora più strana la cosa, dal momento che mio padre ci ha lavorato per 45 anni ed io, si può dire, sono crescuito in quei saloni.

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