Mar
13
La mia prima intervista radiofonica
March 13, 2009 | Leave a Comment
Oggi alle 12.45 San Marino rtv trasmetterà una mia intervista, nella quale parlerò di Chitham e dei nostri eventi.
Potrete ascoltarla in diretta su www.sanmarinortv.sm
L’intervista sarà presto disponibile anche sul sito.
Buona giornata e buon fine settimana a tutti.
Jan
21
L’illuminazione
January 21, 2009 | 5 Comments
Stamani, mentre scendevo a vedere se c’era posta, ho avuto un’illuminazione, di quelle di tipo Zen direi.
Proprio oggi che il sole entra nell’Acquario, il segno che odio in assoluto di più (non me ne vogliano tutti gli acquari che non conosco, praticamente il 99,999999999999% della popolazione attiva).
Amo fare quello che faccio.
Adoro tradurre. Adoro tradurre libri, DVD, riportare in un’altra lingua il pensiero di altre persone.
Mi piace farlo, lo faccio bene (lo dicono gli altri prima di me, almeno quegli autori e trainer che, per contratto, vogliono i miei servigi).
Spesso ho resistenze, paure, ruggine nei confronti della traduzione, ma perché dentro di me c’è qualcosa che ancora ogni tanto fa capolino e mi dice che non posso fare davvero ciò che mi piace, non è un vero e proprio lavoro.
Mi sono illuminato.
La mia giornata è cambiata. È cambiata la camminata, sono cambiati i pensieri. È stata una svolta.
Non so se si tratta di vision, mission o ambition, o di niente di tutto ciò. Mi sembra soltanto di essere balzato sulla vetta della piramide. Direttamente allo spirito, saltando il resto. All’improvviso.
In attesa di uccidere definitivamente il mostro, mi rallegro per questa illuminazione, giunta mentre aprivo la porta di casa. Ricorda il monaco che asciuga la ciotola di riso dopo aver interrogato il maestro, non vi pare?
Dec
29
Playboy Italia: che delusione!
December 29, 2008 | 2 Comments
Per quelli come me che:
-sono anglofoni
-hanno fatto della loro anglofilia una professione
-hanno percorso tutte le strade di Kerouac
-hanno bevuto tutti i cocktails di casa Fitzgerald con il cappotto di Gatsby
-hanno seguito Woody Allen nelle sue tortuose location newyorkesi, a volte scorgendolo tra la folla la mattina davanti al Senator Gate che immette in Central Park
-hanno perso l’uso della parola davanti alla costa e alla scogliera di Big Sur
-hanno visto il famoso pino sul seventeen-mile-drive
-hanno visto gli headquarters della NASA nella caldissima Hoston
-hanno visto il Mississippi dall’alto mentre imperversava un uragano
-sono sguazzati nelle impronte dei dinosauri in Colorado
e chi più ne ha più ne metta
dare una sbirciatina all’edizione italiana di Playboy è un must.
Ma quelli che lo compravano per gli articoli o per i racconti ci rimarranno male. Non c’è Nat Hentoff, Marquez, Rushdie o lo stesso Kerouac; non ci sono le interviste a Bob Dylan, Hillary Clinton, Seinfeld, Frank Sinatra; ci sono soltanto piccoli colloqui, non troppo diverse (come taglio e formato) da quelle di un qualsiasi altro periodico italiano. Vedere Playboy che fa il verso a Max fa un po’ tristezza.
Lo fanno anche le miss, le famose playmates.
Tutte coperte nei punti strategici. Adesso sembra quasi che la playmate finta-virtuosa (che aveva fatto della sua fisicità unita alla prorompenza e “casta malizia” i suoi punti di forza) sia segno di progresso e virtù. Ma se era stata proprio l’esposizione dei peli pubici fino dal 1969 una conquista di Hefner?
Insomma, sotto tutti i punti di vista, rispetto all’originale americano, Playboy italiano lascia proprio interdetti. Non ha neanche l’impaginazione del classico americano.
Rimane la soddisfazione, per quelli che negli anni ’80 e ’90 compravano l’edizione USA a prezzi proibitivi, di aver visto Pamela Anderson come mamma l’aveva fatta. Bellissima! Poi, il canotto e la scritta “infiammabile”, che oltre le 4 atmosfere rischia di diventare un’arma impropria.
Di interessante c’è soltanto il prezzo: 3 Euro, 18 per chi si abbona un anno intero.
Io non mi abbonerò.
Né, credo, lo ricomprerò più.
Nov
28
La straordinaria impresa di Gianluca Genoni, ossia “E voi pensavate che bastassero solo 30 secondi per affogare?”
November 28, 2008 | 2 Comments
Quella di Gianluca Genoni è un’impresa che ha dell’incredibile. Ha battuto il record di apnea che apparteneva all’inglese David Blaine, portando il tempo alla cifra record di 18 minuti, 3 secondi e 69 centesimi (fonte).
L’impresa è avvenuta nella splendida Mantova.
Genoni dà veramente l’idea di cosa si può fare e quali sono i limiti dell’essere umano.
Limiti? Questa parola, in effetti, suona un po’ strana. 18 minuti in acqua, a testa in giù e senza respirare…
Jun
15
Donadoni e la logica dello scaricabarile
June 15, 2008 | 7 Comments
Che l’Italia di Donadoni fosse un oggetto difficile da gestire lo sapevano un po’ tutti. Ciò che mi scoccia è che invece a farne le spese sia solo Donadoni.
Ho seguito la partita con la Romania: Buffon è il miglior portiere del mondo (4 goal subiti in due partite). Zambrotta un giocatore del Barcellona (un assist per Mutu), Toni un grande centravanti (bellissima partita, ha pure segnato, peccato che l’abbiano annullato), Pirlo il regista del Milan campione del mondo (una punizione che ha parato un cittadino di Losanna) e così via.
Possibile che sia tutta colpa di un 45enne che sta seduto in panchina?
Perché nessuno ha avuto il coraggio di dirgli a casa?
Sempre la logica dello scaricabarile!
Abete, il Presidente della Lega (o chi per lui) gli dà fiducia: almeno fino agli europei resta. Tutti lì, ad aspettare che la gente si impicchi da sola. Nessuno che prende il toro per le corna (non è educato parlare delle gonadi maschili!).
Non va in campo Donadoni, ci vanno i campioni del mondo, quelli che vengono pagati come un capo di stato e che quando si fanno male riempiono i titoli dei giornali, più di quando Agca sparò al Papa.
Ma nessuno se la sente di dire: “non ci piaci, vai a casa. Scusa, in fin dei conti è colpa nostra, abbiamo sbagliato su di te. Non sei adatto a fare il ct della nazionale”.
Però con lui se la prendono. con chi si fa infilare 4 volte in due partite no.
Evviva la logica dello scaricabarile.
In quella siamo davvero i campioni d’Europa.
E del mondo
May
1
Grazie a tutti, 20940 volte grazie!
May 1, 2008 | 2 Comments
Aprile, il mese dei record!
20.940 visite a questo sito.
Grazie a tutti per aver reso questo spazio un luogo frequentato. Grazie per l’intelligenza, la gioia, la lungimiranza, la faziosità, la rabbia, la flessibilità, l’astio, la rigidità e tutto ciò che vi anima, che qui trova sempre posto.
Grazie a tutti. Sempre
Apr
4
Addio all’uomo che ha cambiato la mente
April 4, 2007 | Leave a Comment
Apro Repubblica ed, attratto dall’articolo sullo smemorato di Collegno (e dal relativo film con Totò), leggo nelle pagine della cultura una notizia che mi lascia un grande vuoto.
Scompare a Paolo Alto, in California, all’età di 85 anni Paul Wazlawitch.
L’uomo che, assieme agli altri pionieri del gruppo del MRI, rivoluzionò le scienze psicologiche.
La sua “Pragmatica della comunicazione umana” del 1967 (che in Italia è uscita nel 1971 per i tipi di Astrolabio con un ritardo preoccupante, il che la dice lunga su cosa si intendeva in quegli anni per psicologia) rappresenta, senza minimi termini, la rivoluzione copernicana negli approcci psicologici. Abbandonata la ricerca delle profondità quasi speleologiche dell’animo, l’accento si sposta sull’impossibilità di non comunicare e sull’effetto che tale interazione ha su di noi.
Senza Wazlawitch, molti di noi non sarebbero dove sono adesso. Ne sa qualcosa, tanto per rimanere qui in Toscana, il Prof. Giorgio Nardone, che alla corte del grande austriaco (di madrelingua italiana per via materna) si è formato con successo.
Paradossi, circolarità della comunicazione, aspetto di definizione e relazione, doppio legame: tutti concetti che il gruppo di Palo Alto ha elevato a modelli e forme linguistiche quasi artistiche, rendendo all’uomo la sua dimensione umana.
Poco altro c’è da aggiungere, se non un infinito ed eterno grazie.
Jul
26
Un grande fotografo, talento sopraffino
July 26, 2006 | Leave a Comment
Credo che il modo migliore per presentare il sito di Giorgio Rigon sia quello di visitarlo. Raramente un occhio riesce a miscelare sapientemente l’osservazione dell’universo femminile ad un gusto eccelso per le opere d’arte.
Sfogliando (letteralmente) il sito di Rigon si vede chiaramente che siamo alla presenza di un fotografo profondamente dotato.
Jul
10
Campioni… e ora?
July 10, 2006 | Leave a Comment
Forse, chi ha assistito al trionfo di Spagna ’82 avrà visto strozzarsi in gola il grido allorché Fabio Grosso ha insaccato il quinto rigore. Se da una parte la gioia è arrivata come una liberazione dopo 120 minuti di gioco regolamentare e la lotteria dei rigori, dall’altra abbiamo dovuto aspettare la lotteria, il momento nel quale conta la freddezza ma anche quella componente che spesso, soprattuttto nella vita, fa la differenza… un colpo di culo!
Culo che arriva sotto forma di una traversa!
Ventiquattro anni fa, un 11 Luglio, due giorni prima, la superiorità sui tedeschi era stata schiacciante. Senza il regista (Antognoni, infortunatosi in semifinale, a sugellare una carriera sfortunatissima quanto brillante) a battere il rigore per il fallo di Briegel (Re Armadio, lo chiamavano i Gialappa’s) su Conti (praticamente appoggiato: tanto bastava per far cadere un giocatore mingherlino), toccò a Cabrini l’onere, con conseguente sbaglio (e Pertini, allora 86enne, a fare un gesto di disperazione, salvo poi gioire più tardi con Juan Carlos, che l’italiano lo sa bene essendo nato a Roma). Poi dilagarono Rossi, Tardelli ed Altobelli.
Per quanto sembra strano, fu proprio quell’11 Luglio 1982 ad iniziare la parabola discendente del nostro calcio, diventato terribilmente autoreferenziale, pieno di stranieri a soffocare i talenti nostrani, e soprattuttto troppo milardario per non attirare i banchieri e faccendieri del pallone, nonchè imprenditori di successo (Berlusconi e Della Valle, nonchè Moratti, nel caso non lo aveste ancora capito).
Speriamo quindi che questo 9 Luglio 2006 ponga fine a tutte queste vergogne, altrimenti ha ragione Grillo: il calcio bisogna cominciare ad odiarlo.
Jun
25
Per la Costituzione: hip, hip, hurrà !!!!!
June 25, 2006 | Leave a Comment
Arriva finalmente il giorno in cui tutti noi siamo chiamati a decidere sul rinnovamento della Costituzione voluto dalla precedente legislatura.
Come al solito, si pone l’accento solamente sulla riduzione dei parlamentari, cosa che non potrà avvenire se non alla prossima legislatura (e cioè al 2011) e non si dice che cos’altro si vuole fare, cioè ridurre il Presidente della Repubblica a poco più di una figura simbolica (mi scoccia dire un fantoccio, ma è più o meno così) che non può far altro che approvare tacitamente tutto ciò che gli viene sottoposto e si vorrebbe trasformare l’Italia in uno Stato Federale.
Affinché un tale Paese possa diventare un siffatto tipo di stato, occorrerebbero trenta generazioni. In primis perchè la struttura intrinseca dello Stato-apparato non lo permette (nonostante si dica tanto, siamo ancora centralizzati: l’introduzione delle Regioni ed il Decreto 616 – che avevano a suo tempo la possibilità di riorganizzare le competenze pubbliche – hanno creato solo inutili e costosi doppioni di uffici e relative cariche. Uscire da questa morsa non è stato possibile in trent’anni, e adesso si pensa di riuscirci, semplicemente dicendo “si divide questo e quello”?!?) e poi perchè operi uno stato federale occorre una separazione netta e assoluta dei tre poteri, cosa che qui non si può verificare se non riscrivendo la Costituzione per intero (e mi sembra che qualcuno abbia la segreta intenzione di farlo).
Da ultimo, sappiamo che gli italiani sono un popolo che ha poca (o nessuna) memoria storica. Ricordiamoci, una volta per tutte, come nacque questa charta, da cosa uscivamo e cosa aveva consentito un documeno come lo Statuto Albertino, flessibile e tendente ad accentrare il potere nelle mani di una sola persona. Non per niente, lo stesso Mussolini non ritenne necessario modificare quel documento, che poteva essere plasmato a suo piacere (ricordiamoci delle infornate dei Senatori, cosa che si potrebbe tranquillamente verificare nuovamente – in qualsiasi schieramento – con una modifica come quella che vogliono questi qua).
Io voto no, affinché il nucleo e lo spirito di questo documento sopravvivano.
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