Oct

11

A volte assistiamo a delle epifanie semplicemente straordinarie, date dal riuscire a catturare un momento e dilatarlo nel tempo. I maestri indiscussi di tale arte sono, inutile dirlo, i fotografi, ma ci sono altri che ci riescono, ad esempio i poeti, o quei musicisti che a volte sviluppano i loro temi e le loro variazioni sulla scorta di un episodio di durata millesimale.
Fa lo stesso James Blunt in “You’re Beautiful,” brano che fino ad oggi avevo solo ascolticchiato distrattamente, con questa vocina in falsetto che mi piace ma che dopo un po’ diventa un po’ troppo… troppo, a volte proprio troppo.
Sostanzialmente, la storia è quella di un volto scorto in un luogo affollato, una donna che già si accompagna ad un altro uomo, ma non importa, perché è bella e questo basta. Basta soltanto averla vista per dilatare quel momento all’infinito.
Letto così, il brano è decisamente più affascinante. Come dice lo stesso autore così “la vita è brillante.”

Oct

8

Il ricevitore nella segale, meglio conosciuto come il giovane Holden a cui fa eco il vecchio Alex di brizziana memoria. Ecco di cosa hanno bisogno i bambini.
Torna, catcher. Dove sei andato, Holden, adesso che più che mai abbiamo bisogno di te?
Ancora di più adesso, che questi bambini poi adolescenti vivono una vita rubata, alla quale sottraggono la gioia dell’infanzia, accelerano l’adolescenza per farli diventare adulti solo nel fisico e nelle movenze, con una testa incapace di reggere alle pressioni degli scafati, a chi li vede solo come un mercato da conquistare, a chi li priva del futuro con contratti di lavoro che un tempo avevano sigle che facevano il verso alle galline. Ai mostri.
Avere 5000 contatti su Facebook e non sapere con chi andare in vacanza, come dice Jonathan Coe nel suo ultimo libro.
Dov’è andato Holden, l’irrequieto ragazzino che alla fine sta sempre al bordo del campo per evitare che i bambini cadano giù, come in una terra piatta?
Chi si è mangiato Holden? Chi è l’uomo nero?
Non è solo lo zio che uccide la nipote e la violenta un’ora dopo. Non è solo chi torna a casa e picchia la moglie, sevizia i bambini e non appena varca quella soglia in uscita rimette gli abiti del vicino cordiale. Tutti a modo i serial killer, i mostri mediatici. Tutti i vicini che sorridono alle tv a dire che era gentile, salutava sempre, aiutava le vecchiette ad attraversare la strada, cedeva il posto in autobus.
Ogni volta che ce lo scordiamo, noi siamo gli uomini neri.
Ma come facciamo a saperlo, se ormai non usciamo più di casa per paura? Come facciamo a saperlo, noi che portiamo i figli ai giardini e non appena si avvicina qualcuno scattano le antenne, non appena passa uno che non ci piace lo scansiamo come la peste mentre cediamo il posto sempre a colui che potenzialmente una notte verrà e ci taglierà la gola?
Come si fa ad andare in tv a raccontare una pietà falsa, addirittura a raccontare? Ma come si fa a farsi ospitare in una trasmissione poche ore dopo aver appreso della fine di tua sorella, dopo che del fratello non si era mai visto o sentito parlare, lui che stava a Milano per lavoro e che mai in quel periodo era sceso solo per chiedere come andavano le cose’
Torna, Holden, torna!

Oct

2

Candidate Aldo Busi!

October 2, 2010 | 4 Comments

Geniale la distribuzione dei programmi e degli ospiti ieri sera su La7. Dopo il Tg di Mentana che già adesso tanto filo da torcere dà alla Rai, è la volta di Lilli Gruber con il suo “Otto e mezzo,” un tempo appannaggio della coppia fantastica Ferrara-Lerner, e poi della Bignardi che torna con “Le invasioni barbariche.”
E barbaro, soprattutto per la Rai, era l’ospite della Gruber, quell’Aido Busi già buttato fuori da “L’isola dei famosi” per il suo scarso rispetto verso le autorità religiose – ma diciamola bene: verso il papa, visto che alla tv italiana donne parlamentari si permettono di spargere fango su Maometto e senatori in sapore di ancien regime parlano del Presidente della Camera usando, come rafforzativo di spregio, la kippah (per intendersi lo zuccotto che gli ebrei usano quando entrano in sinagoga, usato addirittura sempre da quelli dotati di un particolare fervore religioso o dagli appartenenti a correnti tradizionali.)
Busi è una ventata di aria fresca e di libertà in questo clima! Candidatelo subito! La sinistra ha la vera risposta a tutto, in quest’uomo. Uomo dalle idee chiare, profondamente colto e non erudito, con la lingua di fuoco, ma un fuoco purificatore. Quando lo sentiamo parlare di laicismo capiamo veramente cosa significhi questa parola. Quello che lui chiama provocatoriamente “anticlericalismo” è in realtà la quintessenza del laicismo, una politica che prescinde e quindi separa politica e religione, cosa che praticamente non si è mai verificata in Italia (sì, lo so, alcuni di voi tireranno in ballo qualche nome, soprattutto nel vecchio PCI; ma chi ha mai in fondo seguito queste persone?) Realizzare un programma laico diviene quindi l’unica maniera di rispettare i credo religiosi: prescindendone, rendendo anche obsoleti glia articoli 7 e 8 della Costituzione, che a volte sento proprio come stridenti in un documento che altrimenti è un grande esercizio di tradizione giuridica e civile (ma sarà mica per questo che alla fine lo vogliono cambiare, che in fondo non lo capiscono a fondo?) Quando poi Busi afferma che in realtà il governo italiano viene gestito in uno Stato estero che si sviluppa totalmente all’interno del nostro suolo, alzo le mani al cielo e urlo: “Busi for President!”
Sembra di sentire lo Zapatero italiano. Ma la cosa in fondo è triste: l’unico che ha avuto il coraggio di dire basta alle ingerenze del potere religioso nella cosa pubblica italiana è uno che della cosa pubblica non fa parte.
Ma a questo punto dovrebbe.
Candidate Aldo Busi, oppure
Aldo Busi, candidati!

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