Mar
15
Il genio di Dylan: rise and fall
March 15, 2009 | 2 Comments
Dio solo sa quanto ami Bob Dylan. Lo sapete anche voi.
Molti di voi sanno anche che non andrò al suo concerto qui a Firenze il 18 Aprile. La ragione è semplice: Dylan, per me, dal vivo oggi non ha niente da dire. Non ce l’ha dal 2006, a ben guardare. Forse in futuro ce l’avrà ancora, ma adesso secondo me no. Non più.
Ma per dimostrare ancora una volta di più che grande genio che sia, come le sue canzoni siano vive e come l’uomo abbia trovato (e speriamo torni a trovare) nuovi modi espressivi all’interno di quello che è un contenuto predeterminato, vi propongo un excursus.documentario, con l’aiuto di YouTube.
Shelter from the Storm è un gran pezzo. Eccolo qui nella sua versione originale, registrata nel 1974 a New York.
L’anno seguente alla sua pubblicazione, avvenuta nel 1975, Dylan così eseguiva il brano durante la seconda (e più sfortunata) fase della Rolling Thunder Revue. Notate come il pattern ritmico sia lo stesso (stavolta affidato a basso e batteria), ma come trovi respiro nel brano, come questo non risulti per niente immobile
Ascoltiamolo invece nel 1978, in Giappone, la tournee successiva al divorzio da Sara (per la quale, sostanzialmente, il brano fu scritto). Sembra davvero un brano di un’altra vita fa.
Più tardi lo stesso anno, in Canada
Saltiamo poi al 1987, a Roma, accompagnato da Tom Petty. Ascoltate il piano, perché sarà un leitmotiv per gli anni a venire. Il giorno dopo l’avrei visto per la prima volta, a Milano.
E ora saltiamo al 1992, Merano e Aosta, rispettivamente. Notate come, anche a distanza di una sera, la performance sia sempre diversa.
Ascoltatelo adesso, invece, più lirico, profondo ed intimista ad inizio secolo. Notate come la sua chitarra intervalli il sottofondo della pedal steel e come il suo muoversi sia simbiotico con il suo scandire le parole (come dondola le gambe sulla punta degli stivali).
Uno degli ultimi sussulti, nel Giugno 2007. Qui Dylan suonicchia la tastiera, udibile a malapena, e canta con evidente lirismo, ma con la voce che ormai cede il passo. E senza la sua guida strumentale, checché si dica sulle sue abilità tecniche, la cosa ne risente e non poco, pur rimanendo questa versione interessante (però, miseriaccia, Bob, ma un gruppo migliore no?)
Spero che questo breve excursus susciti, in chi ancora lo pensa un cantante di protesta e/o un vecchio ormai rincarcato su se stesso, interesse verso un grandissimo artista.
Per quanto mi riguarda, come ho detto, non andrò al suo concerto. L’ho visto troppe volt per rimanerci male (ho l’impressione che ci rimarrò male, e anche per questo non ci vado. Il concerto di Pistoia del 2006 mi ha segnato non poco.
Mar
15
Ecco perché i Guns'n'Roses hanno toppato!
March 15, 2009 | Leave a Comment
Su Youtube vado a trovare un video che, speriamo, aiuti a chiarire perché la versione dei Guns’n'Roses di Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan è e rimane una porcheria (non è che quella di Clapton sia tanto meglio, ma almeno è Clapton).
Il brano fu scritto con un intento preciso, una notte di febbraio del 1973, durante le riprese del film di Peckinpah del 1973 Pat Garrett and Billy the Kid, sfortunato western con spunti invero molto notevoli, a partire dal cast: James Coburn e Chirs Kristofferson.
L’addio alla propria compagna di un uomo che va a morire.
Alla faccia di chi fa la cornacchia e ulula “yeah yeah yeah”
Mar
13
La mia prima intervista radiofonica
March 13, 2009 | Leave a Comment
Oggi alle 12.45 San Marino rtv trasmetterà una mia intervista, nella quale parlerò di Chitham e dei nostri eventi.
Potrete ascoltarla in diretta su www.sanmarinortv.sm
L’intervista sarà presto disponibile anche sul sito.
Buona giornata e buon fine settimana a tutti.