Dec
29
Playboy Italia: che delusione!
December 29, 2008 | 2 Comments
Per quelli come me che:
-sono anglofoni
-hanno fatto della loro anglofilia una professione
-hanno percorso tutte le strade di Kerouac
-hanno bevuto tutti i cocktails di casa Fitzgerald con il cappotto di Gatsby
-hanno seguito Woody Allen nelle sue tortuose location newyorkesi, a volte scorgendolo tra la folla la mattina davanti al Senator Gate che immette in Central Park
-hanno perso l’uso della parola davanti alla costa e alla scogliera di Big Sur
-hanno visto il famoso pino sul seventeen-mile-drive
-hanno visto gli headquarters della NASA nella caldissima Hoston
-hanno visto il Mississippi dall’alto mentre imperversava un uragano
-sono sguazzati nelle impronte dei dinosauri in Colorado
e chi più ne ha più ne metta
dare una sbirciatina all’edizione italiana di Playboy è un must.
Ma quelli che lo compravano per gli articoli o per i racconti ci rimarranno male. Non c’è Nat Hentoff, Marquez, Rushdie o lo stesso Kerouac; non ci sono le interviste a Bob Dylan, Hillary Clinton, Seinfeld, Frank Sinatra; ci sono soltanto piccoli colloqui, non troppo diverse (come taglio e formato) da quelle di un qualsiasi altro periodico italiano. Vedere Playboy che fa il verso a Max fa un po’ tristezza.
Lo fanno anche le miss, le famose playmates.
Tutte coperte nei punti strategici. Adesso sembra quasi che la playmate finta-virtuosa (che aveva fatto della sua fisicità unita alla prorompenza e “casta malizia” i suoi punti di forza) sia segno di progresso e virtù. Ma se era stata proprio l’esposizione dei peli pubici fino dal 1969 una conquista di Hefner?
Insomma, sotto tutti i punti di vista, rispetto all’originale americano, Playboy italiano lascia proprio interdetti. Non ha neanche l’impaginazione del classico americano.
Rimane la soddisfazione, per quelli che negli anni ’80 e ’90 compravano l’edizione USA a prezzi proibitivi, di aver visto Pamela Anderson come mamma l’aveva fatta. Bellissima! Poi, il canotto e la scritta “infiammabile”, che oltre le 4 atmosfere rischia di diventare un’arma impropria.
Di interessante c’è soltanto il prezzo: 3 Euro, 18 per chi si abbona un anno intero.
Io non mi abbonerò.
Né, credo, lo ricomprerò più.
Dec
26
Anche i ciechi vedono: risorse infinite del nostro cervello
December 26, 2008 | Leave a Comment
TN è una persona che, a seguito di ripetuti ictus, ha perso la vista. Ciononostante è in grado di camminare in una stanza evitando ostacoli. TN è, insomma, un cieco che vede.
Gli esperimenti dell’equipe americano-fiamminga (coadiuvata da scienziati italiani) ha permesso di scoprire questo “sesto senso” e di darne una descrizione scientifica. Si parla di risorse del subconscio che ci permettono di fare cose che non reputiamo possibili.
Il che dimostra ancora una volta le potenzialità della nostra mente.
Del resto, chi ha studiato un po’ i moduli cerebrali, sa benissimo dell’esistenza del cosiddetto Modulo V che, se correttamente funzionante, consente di percepire i movimenti anche in assenza di vista. Si riesce cioè a percepire il movimento pur non vedendo niente.
TN va oltre, reagendo anche alle espressioni facciali pur non vedendole (fonte).
Una tale notizia fa ben sperare, non tanto nelle varie possibilità di cura, quanto nel fatto che veramente siamo molto più di ciò che pensino. L’attestazione scientifica ben giova agli “scettici”, a tutti quelli che assumono la posizione di comodo di “non credere fino a prova contraria”, cosa che es da un lato li allinea al pensare comune, dall’altro li limita e non poco. Proprio chi crede e cerca dimostrazioni ripetibili fa il progresso.
Dec
20
A tamed Bismarck
December 20, 2008 | 11 Comments
Oggi è un bel giorno, per tanti motivi.
Uno fra tutti è proprio essere riuscito finalmente a domare il Bismarck.
Dopo aver letto i quei mille commenti del famoso post sul rasoio mi sono reso conto che la waterstone ha bisogno della nagura per fare lo slurry. Mi ci sono messo di buzzo buono ed ho ottenuto questa specie di melma. Ho fatto una piramide anomala 6/8K, con la waterstone e la Norton. Poi c’ho dato di Swaty, fino a 72 colpi al secondo passaggio.
Adesso ho un Bismarck fantastico, che rade benissimo e lascia una pelle da favola. Assieme al sapone della Farmacia di santa Maria Novella è un’accoppiata fantastica.
Comincio veramente ad amare questa waterstone, mi sa che col passare del tempo prenderà il posto della Norton.
Finalmente il Bismarck al suo meglio!
Che meraviglia!
Dec
14
E se Aiko, anziché la colf/amante, facesse il magistrato?
December 14, 2008 | 2 Comments
Si è letto in questi giorni di Aiko, la ragazza/robot inventata dal 33enne Le Trung, nato in Giappone ma residente in Canada.
La storia è semplice: troppo impegnato a studiare, e quindi poco tempo per trovarsi una fidanzata, il ragazzetto ha unito l’utile al dilettevole, mettendo in pratica i suoi studi e costruendosi un robot.
Aiko, dalle sembianze di una ventenne del Sol Levante, è costruita in modo da reagire a determinate sensazioni. Riconosce i volti ed è bilingue, inglese e giapponese. Può fare i lavori domestici, con il vantaggio, dice Trung, di non andare mai in vacanza e di poterlo fare anche 24 ore al giorno (speriamo non faccia rumore).
Ma la cosa che sembra più figa in assoluto (poi vedrete perché) è che questo ritrovato della tecnica può essere anche programmata per raggiungere l’orgasmo. Insomma, Aiko farebbe davvero la fidanzata a tempo pieno, prima a letto e poi fra i fornelli, una vera e propria (ba)geisha.
Si tratterebbe, inoltre e ovviamente, di un orgasmo simulato, ed in questo quindi Aiko si andrebbe ad unire al 65% delle donne che, secondo una pubblicità che girava qualche tempo fa, almeno una volta nella vita si sono dedite a questa nobile arte (nobile perché, se si legge Yahoo Answers – ottimo ma sconsolante termometro di come gli adolescenti ed i giovani vedono e sentono il mondo, ma che rivela purtroppo cosa di esso [non] sanno, in barba alla civiltà dell’informazione – serve ad alimentare l’ego maschile e a non fare sentire l’uomo incapace di far godere una donna. Ma ditemi voi!!!).
Ma se invece di farla stare tra le mura domestiche o fra le lenzuola non usassimo Aiko per fare i lavori che dovrebbero essere giusti ma che in fondo troppo spesso risentono della natura troppo umana delle persone?
Cosa ne direste di una Aiko magistrato? Che ha dentro di lei un software che incorpora tutte le sentenze, i codici, la giurisprudenza, e che finalmente è in grado di mettere sentenze sulla base dei fatti e delle prove allegate?
Cosa ne direste di una Aiko cancelliere, che così ridurrebbe i termini e le lungaggini processuali?
Di una Aiko nella Pubblica Amministrazione?
Ci rimarrebbe più tempo e più serenità per farlo noi, l’amore, con una persona che ci aggrada e che magari qualche volta ce lo fa pure sudare, o ci sorprende. Finzione a parte, ma anche in quel caso farebbe parte del gioco!
Quindi, Aiko, meglio che tu vada a fare quei lavori che gli umani, proprio a causa della loro natura, non riescono a fare troppo bene. Non ci sarebbe bisogno di cambiare la Costituzione, e ci divertiremmo tutti molto di più.
E che qualcuno faccia scopare Le Trung! E che lui riesca a far orgasmare (per davvero) la propria partner!
Dec
1
Una mano dà, tu credi questo, e invece…
December 1, 2008 | 5 Comments
Ieri ho incontrato, su Facebook, una delle persone listate nel blogroll. Il suo blog mi piace, il suo angolo visuale pure. Abbiamo chiacchierato del più e del meno, e alla fine ci siamo occupati dei contenuti dei nostri rispettivi blog. Io dicevo che la mia vena si è trasformata da polemica in “indirizzata a trovare la luce per mostrarla”, memore anche di quello che quest’estate ha detto un caro amico mentre rispondeva ad una domanda che gli poneva Rosa: “Vai sempre dove la luce risplende di più.” Ed è quello che da quel momento ho fatto.
Adesso però, anche incoraggiato dalla chat di ieri, vorrei parlare di una cosina bellina che ho appena appreso: l’abolizione del “privilegio dell’IVA” sulle tv a pagamento. Vorrei cioè fare il possibile per dirvi che ci stiamo addentrando nel buio. Poi non lo dico più.
Per la serie: prima vi hanno allettato e poi vi fregano, e voi ci cascate tutti come baccalà. Perché non avete altra scelta.
Prima promuovono le pay-tv, dicendo che c’è tutto quello che volete vedere, per poche lire al mese e via discorrendo (senza rendersi conto che, anche nel caso dei pacchetti più economici si finisce a pagare praticamene un secondo canone RAI); poi alzano l’aliquota IVA e quindi il prezzo del pacchetto. E cosa fa uno degli esponenti della corrente che propone tale aumento? Dice che: “La paytv è appannaggio solo delle persone più ricche.”
O voi che avete Sky, Mediaset Premium e quant’altro, cosa vi lamentate a fare? Prendendo a prestito il sommo Pascarella, questi so’ ricchi “e manco lo sapevano”?
Complimenti, ci hanno preso ancora una volta per il posto dedito naturalmente agli scarichi. Tappandoci il tubo di scarico, peraltro.
Ci fanno credere che si può, che questo significa essere più facoltosi, e poi – nonostante ci siano molte persone che pur possedendo la paytv sono notoriamente in condizione di fatica economica – ti chiedono di più dicendo che, visto che hai la paytv, hai automaticamente anche più soldi.
Ancora una volta, la frittata è come gli altri ti dicono che sia.
Questa è la civiltà di chi ascolta solo per rispondere.