Sep

27

Un bicchiere. Sapeste quanto ve lo fanno pagare...
Questa domanda non è un’indagine sul valore relativo del denaro, sui panieri usati per l’inflazione o chi più ne ha più ne metta. Voglio chiedere una cosa molto semplice: il denaro, in alcuni casi, è veramente considerato un diritto divino?
Vedete la foto qui sopra? É stata scattata il 2 Settembre 2007 a Firenze, in un caffè storico di Piazza della Repubblica, il cui nome ricorda i rangers canadesi (perché se parlassimo di Garibaldi sarebbe fin troppo evidente).
Due caffè, una bottiglia di acqua (di vetro) e due gin and tonic per oltre 50 Euro. Ricarico: dal 700 al 1000% (dieci volte tanto, per intendersi).
Ti fanno pagare il posto e la tradizione, e te lo servono in bicchieri semplicemente osceni, quando addirittura la bottiglia d’acqua è arrivata tappata e ci sono voluti quasi dieci minuti per avere la grazia di poterne bere il contenuto.
Quanto valgono i nostri 50 Euro in Piazza della Repubblica a Firenze? DUE BICCHIERI PIENI DI CALCARE ED UNA CAMERIERA SCORTESE E POCO COMPETENTE.
Quanto valgono 50 Euro da voi?

Sep

23

Amo questa domenica. Perché ci sono milioni di cose da dire.
Partiamo dalla disamina di Benedetto XVI sul capitalismo.
Credo sia la prima volta che un papa parla della legittimità del profitto. Due le cose: o non abbiamo mai capito niente o qualcosa sta cambiando. Cerchiamo, appunto cerchiamo, di capire di cosa si tratti.
Si legge sull’articolo disponibile online, che tale logica “se prevalente, incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri e un rovinoso sfruttamento del pianeta” . Non so per certo se queste siano le testuali parole del Santo Padre, ma prendiamole in considerazione, vediamole ed ascoltiamole bene. Se la logica è prevalente significa che comunque questa logica è sempre presente, tutto sta a non farla prevalere. Prevalere su cosa, mi chiedo io. Evidentemente sulla solidarietà e su altri valori umani, come evitare di aumentare la sproporzione tra ricchi e poveri. Il punto non è che non ci sia denaro per tutti, quanto che tale denaro vada da una parte soltanto. Il che può stare a sottolineare un discorso meramente meritocratico (ed allora, per selezione naturale, è giusto che così accada) oppure una manipolazione, e lì, ahinoi, cominciano i problemi. Un rovinoso sfruttamento del pianeta dipende anche da questa logica, soprattutto perché se si incrementa questa forbice tra ricchi e poveri, ma si dice contemporaneamente ai poveri che devono diventare ricchi, evidentemente chi lo è già ha i suoi bei vantaggi. Mi fa venire in mente un vecchio sketch di Lino Toffolo: “adesso che anche i poveri hanno la televisione a colori, i ricchi fanno finta di non guardarla”.
Comunque, mi sembra interessante che un Papa menzioni la logica del profitto.
Poi andiamo a toccare (proprio toccare!) un altro argomento: i fondoschiena delle miss! Un’interpellanza parlamentare!!!!! Ma dico, siamo pazzi?
Sono anni che ci rompono con il mito delle veline! Fare la velina dovrebbe essere il non plus ultra per una donna (che se ha la sfortuna di non nascere dotata da quel punto di vista…), e poi ci rompono con la morale. La Santanchè che dice alle ragazze: scioperate. Proprio lei, che va in giro sempre vestita e calzata come penso andrà la Canalis tra qualche anno (parecchi in verità). Lo dicesse la Bindi…. Vabbè!
E poi, sempre guardando la notizia, si vedono le ragazze di spalle. Quella in basso al centro, c’ha proprio le gambe torte!!!
Poi, l’ultima notizia della quale voglio parlare è una che mi spaventa un po’. Un po’ tanto, per la verità. L’altro giorno parlavo con il mio amico Andrea, padre di due gemelli ormai sui quattro anni, e mi immedesimo in lui e in tutti coloro che hanno figli di quell’età o più grandi.
Si legge che la coperta di Linus delle nuove generazioni è il cellulare. Lo sapevamo di già, direte voi. E allora fermiamoci un po’ qui e facciamo un salto indietro, alla nostalgia. Vi ricordate quando mammà vi diceva di essere a casa per le sette, e voi viaggiavate sempre col gettone in tasca per avvertire che avreste fatto tardi? Una volta io nel 1984, coglione come pochi, presi un taxi per arrivare in orario: 8100 Lire (nel 1984, a 15 anni! Se ci ripenso ora…). Adesso basta rispondere alla famosa domanda cretina da cellulare (“dove sei?”) e siamo a posto!
L’84% dei bambini possiede un cellulare. Questo dovrebbe allarmare.Dicono che sia per nascondere la mancanza dei genitori. Ma se entrambi i genitori devono lavorare per mantenere una famiglia, una ragione ci deve pur essere. Forse, fra le tante, proprio per poter comprare questi vezzi, spesso inutili, ai figli. Per quale motivo, perché si sentono assenti? Ma allora è un cane che si morde la coda.
Senza contare che il cellulare riduce il potenziale delle persone. Dico sul serio. Una volta, si fissava in una piazza, e quando si arrivava ci si andava a cercare, si usavano gli occhi. Adesso basta fare un numero e chiedere “dove sei”, che il problema è risolto. E non si usano più gli occhi. E una facoltà non usata è presto persa. O no?
Ma tutto ciò deriva anche dalla continua ansia dei genitori, che vogliono avere tutto sotto controllo. Senza contare che, quanto più si gufa, più la gufata si avvicina…
Insomma, tra profitto, cellulari e chiappe proprio una grande domenica.
Buona domenica a tutti!

Sep

22

Forse non molti lo sanno, ma Pinocchio è una fiaba dai forti risvolti esoterici. Quella che il burattino di legno passa prima di diventare un uomo è la tipica parabola dell’iniziato. Il compimento della grande opera, dal solve e coagula alchemico fino alla pietra filosofale, la rivelazione dei misteri, chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che Pinocchio può essere letto sotto molti aspetti. Non per niente, Collodi era un massone (dimenticate la P2 una vota tanto, per favore), maestro iniziato e conoscitore del linguaggio esoterico.
Pinocchio passa le prove del fuoco dell’aria e dell’acqua (il caldano, Alidoro, il pescecane), e solo dopo averle portate a compimento può essere ammesso a vedere la luce.
Ed incontra il famoso grillo parlante.
Anche noi ce l’abbiamo. Chi, se non il Beppe nazionale?
In tempi dove la politica sta perdendo qualsiasi interesse ed appeal, oltre alla fiducia dei contribuenti, solo lui riesce a riempire le piazze (e i palazzetti) con tematiche sociali. E puntualmente la gente comincia a tirare fuori gli scheletri dall’armadio. Siano veri o presunti, poco ci importa ai fini di questa trattazione. Quello che appare chiaro è che Grillo sta rompendo le scatole a molti. Ma ci avete fatto caso? Non si fa altro che parlare di lui, senza contraddittorio peraltro (chi ha mai visto Grillo ad una trasmissione nella quale si parla di lui?). Ha mosso più fermento lui con il suo Vaffanculo day (e scriviamolo per intero, che diamine!) che Veltroni per il so PD. É forse secondo solo a Lippi e la sua vittoria mondiale del 2006 (il che la dice tutta).
Può essere accusato di populismo, demagogia, di tutto ciò che volete, ma perché lui riesce dove gli altri ormai brancolano, inciampano e falliscono?
Domandiamocelo.
Scalfari ieri sera ha detto che è desolante come spettacolo, Sartori scrive che è un movimento, e se la gente vi aderisce per obiettivi diversi da quelli di cavalcare la tigre, allora sarà da prendere in considerazione.
Che ci piaccia o no, Grillo è un soggetto politico. Politico nel senso greco della parola. Soggetto politico, non partitico. Come, a suo tempo ed in modo molto diverso, lo furono da parte loro le BR (Cossiga lo disse chiaramente: Moro aveva individuato in loro un soggetto politico).
Soggetto politico non è solo il partito, ma tutto ciò che concorre a far discutere, che provoca umori, sentimenti, discussioni. Che solleva questioni di interesse pubblico. Non scordiamocelo mai.
Che abbia ragione, torto, che sia eccessivo ecc. ecc. non so. So solo che, se qualcuno risveglia le coscienze, è bene che lo faccia. Diamo il benvenuto a questo soggetto politico.
E, se è vero che ognuno ha ciò che si merita, pensiamo dove siamo arrivati. Il più grande soggetto politico italiano è un comico
.
Dopo di lui, prima dei politici veri, c’è Fabrizio Corona.
E ho detto tutto…
Per tornare da dove siamo partiti: abbiamo almeno passato la prova dell’aria, con tutte le chiacchiere che ogni giorno ci sommergono?

Sep

13

E così anche Luciano Pavarotti ci ha lasciato, per un problema che ha toccato il pancreas, così come era successo al grandissimo Alfredo Kraus. Chi fa il tenore è avvertito…
Non parlerò del Pavarotti cantante, anche perché lo sapete chi considero il più grande tenore del XX secolo.
Parlerò delle sue esequie.
É stato bello vedere tanta gente fare la fila per dargli l’ultimo saluto. É stato bello vedere quanta gente lo avesse nel cuore e quanta gioia avesse dato a tanti, non solo quelli che hanno sfilato davanti al suo feretro. Noi, in Italia e in Vaticano, per queste cose siamo insuperabili!
Mi domando però perché una volta di più la Chiesa Cattolica abbia adottato la regola del “più uguale”, per dirla alla Orwell. Esporre un divorziato in cattedrale è veramente uno schiaffo all’essere tutti uguali davanti agli occhi di Dio. Delle due l’una: o Dio era distratto o chi lo rappresenta in questi loci manco per il cacchio la pensa così. Mi torna in mente Gabriele Cagliari, che si tolse la vita in carcere con un sacchetto di plastica. E poiché era importante manager, si beccò il funerale religioso.
Comunque, caro Luciano, lei (o tu) non c’entra niente.
Che la sua nuova vita sia splendida, molto più di quella che ha passato in questa dimensione.

Sep

7

Passeggio per la sala, e la televisione è sintonizzata su UnoMattina. Non la guardo mai, adesso che c’è la nuova conduttrice meno che mai. Con quei capelli arancioni al limite dei coloranti per la Fanta proprio non la reggo.
Ma è il decimo anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta, che ha avuto la disgrazia di andarsene pochi giorni dopo Lady Diana, ed adesso tutti ci battiamo il petto pentendoci di non averle dato l’attenzione che si meritava. Al limite della prescrizione.
Esce questo libro, un carteggio tra la suora albanese ed un suo confessore (o sono più di uno, non so). Si parla della sua crisi religiosa, della sua vocazione che balla, e si specula sempe e solo su quella.
Mi viene da pensare che anche con i santi, quelli veri, si vada alla ricerca del sensazionale, di ciò che fa parlare sotto i caschi del parrucchiere, che si voglia insomma rubare il mestiere a Corona & C., che almeno ha avuto il buon gusto di ritirarsi di buon ordine dalle ben note vicende del pavese (ve l’aspettavate? io che parlo bene di Corona!).
Cosa ci sarebbe di strano, in fondo, se anche una come Madre Teresa avesse avuto i suoi tentennamenti? ne ha risentito la sua opera, i suoi poveri, ne hanno sofferto i suoi malati? Non mi sembra proprio, anzi mi pare per contro che ne abbiano beneficiato. Dalle crisi si esce sempre rafforzati.
Ma, in definitiva, Madre Teresa non è stata la sola o, quel che è peggio, l’unica. Tutti i santi che si rispettino hanno dovuto affrontare più prove, ultima lo scontro col demone. Ed anche Gesù, sul Monte degli Ulivi dopo l’ultima cena, ha chiesto a Suo Padre, se possibile, di venire dispensato da tutta quella sofferenza.
Quindi, cosa c’è di poco umano e poco divino anche nella supposta crisi della suora albanese (se crisi era, perchè le cose vanno sempre lette in prima persona)?
Quanti non hanno dubbi e continuano a non fare o a fare solo per loro anche a discapito degli altri?
Quanti di noi hanno attraversato brutti momenti, nei quali magari hanno anche pensato di farla finita?
Allora, per piacere, smettiamola di fare ancora un altro sgambetto a questa povera piccola santa. La prima volta l’abbiamo ignorata perchè ci interessava più la Principessa triste; adesso cosa vogliamo fare, celebrarla facendola passare per una che non sapeva cosa fare?
Un secondo funerale insomma.
“Forget the dead you’ve left they will not follow you” diceva qualcuno.

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