May
27
Su richiesta: sull'orlo della guerra civile?
May 27, 2006 | 1 Comment
Questa è la prima volta che mi capita! Pubblicare un post dietro richiesta.
La richiesta viene da Andrea, assiduo interventista in questa lavagna virtuale.
Ci tiene a sottolineare quanto sia stato deplorevole l’episodio dei fischi ai Senatori a vita, rei secondo la CDL di aver votato la fiducia al neogoverno di Romano Prodi.
Uno degli interventi più interessanti (e di parte) che ho rovato in materia è quello del Collettivo Bellaciao a firma di Sandra Bonsanti, la quale si chiede se sia stata la frase di Prodi che inneggiava alla trasparenza e all’etica a scatenare cotanto pandemonio.
Di tutta risposta, vi è l’incitamento dell’ex Premier Silvio Berlusconi di scendere in piazza e proprio di poche ore fa l’idea di mandare un primo sfratto al Romano nazionale. Vedasi gli articoli 654 e 655: sedizione.
Oltretutto, il voto dei Senatori a vita non è stato determinante.
Mi segnala poi, Andrea, Berlusconi che se la prende con Enzo Biagi, definito un vecchio rancoroso che ce l’ha con lui. Ci corrono 16 anni, che passati i 70 contano mica poi tanto.
Alla fine della fiera, quello che mi preoccupa di più sono proprio gli inviti alla rivolta, allo scendere in piazza. Siamo all’incitamento alla sedizione. Se facessimo noi una dichiarazione del genere, dove saremmo? Il rischio che qualcuno si senta chiamato in causa ed incaricato di far disastri è più che reale.
A questo punto, mi piace tanto Diliberto che dice: diamogli un’altra legnata elettorale con le amministrative.
Alla fine si placheranno?
May
25
Il codice "tanto vinco"
May 25, 2006 | 3 Comments
“Questo film offende gravemente Dio” si legge al cinema Golden di Marsala dove, manco a dirlo, si sta proiettando “Il Codice Da Vinci”.
Ovviamente, nonostante le crociate codine, il film incassa tantissimo.
Leggiamo di questa notizia in un articolo di Aurora Sammartano.
Il punto è che alla fine tutte queste chiacchiere fanno tanta pubblicità al film. Le persone vanno a vedere se offende veramente Dio e alla fine devono tornare indietro con un palmo di naso. Si parla di Gesù, non di Dio.
Perché il film altro non è se non un giallo, ricalcato sopra un libro che ha il pregio di tenerti incollato alla pagina. Molti hanno mosso critiche all’analisi delle pitture, ai presunti sfondoni storici (alcune notizie in effetti sono trattate con leggerezza) ma pochi hanno detto che alla fine il libro ci tiene attaccati alla poltrona. Io stesso, che conosco benissimo la vicenda che ha ispirato il thriller, sono rimasto in piedi fino a tarda notte per due sere.
Il punto è che il soggetto tocca un argomento che conosciamo tutti, che è talmente parte della nostra vita da far parte di noi stessi, indipendentemente dal fatto che ci reputiamo o meno credenti.
I nomi dei personaggi principali sono presi da uno dei misteri più intriganti dell’era moderna, quello di Rennes-le-Château e dell’abate Saunière, della sua improvvisa ricchezza, delle sue stravaganti costruzioni e del culto della Maddalena. Il Priorato di Sion e la famiglia St.Clair sono anch’essi presenti sia a Rennes che nelle varie saghe del Graal. La vicenda è poco nota ai più, eppure il libro “The Holy Blood and the Holy Grail” di Baigent, Leigh e Lincoln vendette milioni di copie agli inizi degli anni ’80. Fu poi la volta del discusso (e bellissimo) film di Martin Scorsese “L’ultima tentazione di Cristo”. Due eventi-scandalo in due anni, così come il film ed il Vangelo di Giuda questa volta.
Eppure, il “Codice da Vinci” gioca su delle cose elementari: i particolari che sfuggono, gli indovinelli ed una trama così tanto nota che per sconvolgerla occorre un vero e proprio colpo di scena.
Brown non ha inventato niente: il personaggio femminile ne “l’ultima cena” di Leonardo era già stato menzionato, fra gli altri, da Picknett e Prince nel loro “La rivelazione dei templari”. I nomi dei Gran Maestri del Priorato di Sion sono rintracciabili in numerosi testi dedicati all’argomento, così come le chiese di St. Sulpice a Parigi e di Rosslyn in Scozia.
Brown banalizza una cosa già nota, la tinge di giallo mettendoci dentro la malvagità nel Vaticano, coinvolgendo istituzioni ancora guardate in un certo modo come l’Opus Dei, una corsa che è una fuga da un poliziotto ostinato e beghino e chi più ne ha più ne metta. Evita la storia d’amore tra i due protagonisti, e ci fa un bel favore.
Ma chi voleva trovare tracce di questa “eresia” in altre opere ha già avuto pane per i suoi denti.
May
24
How one man changed the world
May 24, 2006 | Leave a Comment
Così titolova la copertina di Uncut del maggio 2001 in occasione dei sessant’anni di Bob Dylan. C’era una sua famosa fotografia scattata da Daniel Kramer, con il giovane menestrello che ridacchiava sotto la mano che gli copriva parzialmente la bocca.
Ma veramente un uomo ha cambiato il mondo, per lo meno quello della musica popolare americana?
Forse non solo lui. Anni prima, Elvis Presley aveva “liberato i nostri corpi” (sono parole di Bruce Springsteen) mentre Dylan liberò le menti.
Alfiere della grande tradizione folk americana, mai troppo purista, spesso innovatore e dotato di una vena personale almeno quanto il suo senso del tempo, Dylan portò il folk negli stadi e una lunga tradizione in parole nuove, ricche di immagini suggestive e di sottintesi che col tempo aggiungevano nuovi substrati.
Dylan fu bravo a sfruttare il momento e a stringere le migliori alleanze. Senza aderire a nessun movimento, fu visto di buon occhio dai radicali, dai pacifisti e dagli alfieri dei diritti civili. Cantò a Greenwood nel Mississippi nel 1963 di Medgar Evers, e se la sua evoluzione onirica non lo avesse sorpreso non ancora 24enne avrebbe cantato anche di Malcolm X, uccisi da persone dichiarate solo “pedine nel loro gioco”.
Si presentò con una chitarra elettrica ed una divisa da rockstar al Newport Folk Festival del 1965, causando l’astio di tutta quella comunità , procurandosi un esilio volontario terminato solo nel 2002, quando fu accolto come il figliol prodigo.
Si ritirò dalle scene – probabilmente simulando un incidente motociclistico – nel 1966, per riguadagnarle nel 1974 e poi dal 1988 non lasciarle più.
Difficile dire chi nel panorama della musica popolare odierna non debba qualcosa a Dylan.
“I grandi rappresentano sempre l’epoca nella quale sono vissuti” mi disse qualcuno tanti anni fa. E Dylan, la sua America, l’ha rappresentata appieno. Con la sua voglia di innovarsi, la macchina del successo che trita chi si distrae solo un attimo, fino alla ricerca delle tradizioni più profonde di un subcontinente che tutto è meno ciò che i media ci propongono.
Auguri, impareggiabile.
May
21
Il Primo gesto di un nuovo Presidente
May 21, 2006 | 1 Comment
Leggo appena adesso che pochi giorni fa, nella sua prima uscita ufficiale, il neoletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel fare visita ad un gruppo di studenti ha regalato loro la Costituzione, augurandosi che la sua lettura li appassioni.
Tutto questo mi dà lo spunto per fare un piccolo commento sulla nostra charta.
Il mio esame di Diritto Pubblico risale al maggio del 1989, diciassette anni fa. Di acqua sotto i ponti ne è passata. Varie vicende, dalle più normali a quelle strettamente politiche e giudiziarie. Da Tangentopoli a Moggi, dai fatti di Piazza Tienamen fino alle invasioni interessate dei paesi che furono la culla della civiltà agli assassini di Biagi e D’Antona; per tacere di Forza Italia, Berlusconi e tutta la nuova classe dirigente politica. Ma anche i Mondiali di Italia ’90 con quegli scempi di cantieri ed i relativi lavori, la diffusione dei cellulari e… mi fermo qui.
Per preparare quell’esame studiai la Costituzione a menadito. Dai 139 articoli e le 18 disposizioni transitorie e finali finanche allo studio dei lavori della costituente e chi più ne ha più ne metta.
Ne ho molte di costituzioni scritte a casa. Sfogliandole, possiamo vedere i piccoli adattamenti che il documento ha subito nel corso di quasi sessant’anni di vita. Vedere come da un tipo di Stato si sia passati (o si stia cercando di passare) ad un altro, un vero e proprio colpo di mano che poco ha a che fare con la scienza del diritto e sempre più è frutto dell’arroganza di un’oligarchia molto poco preparata.
Basta pensare ad una delle più elementari conquiste della democrazia (mai termine fu più giustamente usato): il divieto di mandato imperativo. Una filosofia di pensiero e civile che risale ai tempi della Rivoluzione Francese: l’esclusivo interesse della Nazione e non dei cittadini che ci hanno votato. Qui invece si sentono (speriamo che si siano sentiti solo fino a ieri, sennò siamo daccapo) parlamentari ed anche ministri affermare che devono rendere conto ai loro elettori. É una cosa vergognosa. Non conoscono la Costituzione. Vanno lì mandati da chissà chi e per chissà chi lavorano.
Hanno stravolto il concetto di autonomie locali (v. art.5) e adesso puntano ad un federalismo che anzichè arricchire l’Italia la dividerà ancora di più. É facile infatti prevedere che, indipendentemente dai regimi fiscali favorevoli a determinate regioni, il denaro andrà in quelle che per prime si muoveranno, creando maggior movimento di persone da una parte all’altra del Paese, svuotamento e scoramento nelle piazze abbandonate con tutto ciò che ne deriva.
Tentano di svuotare i poteri del Presidente della Repubblica. Fanno eleggere il Premier direttamente dalle urne elettorali (grande cambiamento della Costituzione, complimenti vivissimi a tutti!) ed il ruolo di dosaggio politico del Capo dello Stato non esiste più. Si limitano tantissimo le modalità di scioglimento delle camere (la prima cosa a risentirne fu il semestre bianco), si vuole condizionare la possibilità di concedere la grazia…….
Ma dove andremo a finire, con un documento che stanno spezzettando sempre di più?
Studiamola, questa Costituzione. Guardiamo come è stata modificata, facciamoci un’idea, pensiamo allo spirito che aveva portato alla sua stesura e manteniamolo in vita. Nessuno vuole più assistere alle infornate dei Senatori, alle modifiche flessibili, ai capovolgimenti di fronte con decretini illegittimi e faziosi.
Signor Presidente, Lei che in quei giorni c’era, ci aiuti.
Più che mai, adesso, ne abbiamo bisogno.
May
14
Nuovi video sul libro
May 14, 2006 | 2 Comments
Ho appena effettuato l’upload di due nuovi video illustrativi del libro.
Quello in inglese parla di due outtakes da “Shot of Love”, “Angelina” e “Caribbean Wind”. Quello in italiano vete su “Desire” e sull’elemento del feminino sacro presente nelle liriche di “Isis”.
May
7
Federico Fiumani rimane una figura unica nel panorama musicale italiano. Coerente a se stesso fino in fondo, anche quando la coerenza ha significato – in più di una occasione – rimanere ai margini, è stato spesso accusato di testardaggine e di essere una figura oscura.
In realtà , è tutto l’opposto.
Chiunque abbia mai letto o ascoltato Fiumani non può far altro che rimanerne colpito, in alcuni punti anche affascinato. Sentirlo strillare nei primi dischi nei quali intraprese all’interno dei suoi Diaframma anche il ruolo di vocalist e vederlo esporre con tranquillità la melodia di “labbra Blu” pochi anni più tardi testimoniano l’evoluzione melodica, tecnica ed espressiva di una figura troppo spesso relegata ai margini della discografia e notorietà italiana, un autore che vede fans del calibro di Gene Gnocchi e Cristina Donà e che è stato citato da Enrico Brizzi nel suo pluriosannato “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
Vivamente consigliati sono gli album “Siberia” (nel quale si respira a pieni polmoni l’atmosfera musicale degli anni ’80 italiani), il meraviglioso “Tre volte lacrime” ed il superlativo “Il ritorno dei desideri”.
Nel 1274 apre il secondo Concilio di Lione
Nel 1429 finisce l’assedio di Orleans; i francesi sono capeggiati da Giovanna d’Arco
Nel 1727 per ordine dell’Imperatrice Caterina gli ebrei sono espulsi dall’Ucraina
Nel 1824 a Vienna viene eseguita per la prima volta la nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven; ancorchè completamente sordo, l’autore è presente in sala
Nel 1832 la Grecia diventa una Repubblica indipendente
Nel 1915 viene affondata la Lusitania: 1.200 morti
Nel 1945 le SS aprono il fuoco sulla folla ad Amsterdam: 22 morti
Nel 1960 Breznev acende al comando del Soviet Supremo
Nel 1993 il governo sudafricano concede il diritto di voto anche alle persone di colore.
Sono nati oggi
1769 Giuseppe Farinelli
1812 Robert Browning
1833 Johannes Brahms
1840 Poitr Ilic’ Tschaikovskji
1861 Rabindranath Tagore
1919 Evita Peron
1922 Raimondo Vianello
1940 John Irvin
1967 Chiara Caselli
Prossimo post il 24 Maggio.
May
6
Dylan festival nei pressi di Novara
May 6, 2006 | 1 Comment
Ricevo da David Butterfield e volentieri pubblico questa notizia
MICHEL MONTECROSSA’S
MICHEL & BOB DYLAN FEST 2006
19.05.2006 – 21.05.2006 • 22:00 – 1:00
Venerdì, Sabato & Domenica
Omnidiet Music-Hall a Mirapuri, Italy
THREE DAYS WITH GREAT SONGS AND MOVIES
OF MICHEL MONTECROSSA & BOB DYLAN
PROGRAMMA 22:00 – 1:00:
Venerdì, 19.05.2006:
HARD BONE IN CONCERTO
Sabato, 20.05.2006:
FLYIN’ AWAY IN CONCERTO
Domenica, 21.05.2006:
PAT GARRETT AND BILLY THE KID (versione restaurata)
MICHEL & BOB DYLAN FEST CONTACT:
OMNIDIET RESORT AND BUSINESS HOTEL
Via Monte Falò 8
28010 Mirapuri-Coiromonte • (Prov. di Novara) • Italy
Phone: ++39-0322-999009 • Fax: ++39-0322-900129
eMail: Omnidiet@Mirapuri-Enterprises.com
Sul sito di Michel Montecrossa su iTunes potete trovare “Michel Montecrossa sings Bob Dylan”
May
1
Figaro, Paracelso e Penny Black
May 1, 2006 | Leave a Comment
Oggi si festeggiano tutti i lavoratori. E questo blog, che non è un’attività lavorativa ma un piacere, continua la sua opera.
Giornata all’insegna della musica oggi. Nel 1786 fa il suo debutto “Le Nozze di Figaro” di Mozart, una delle tre opere con libretto di Lorenzo da Ponte. Geniale musicalmente, attenta nel descrivere in dettaglio le caratteristiche dei personaggi, rimane assieme al bellissimo “Don Giovanni” e allo “Zauberflote” (il flauto magico) uno dei maggiori risultati mozartiani di sempre in campo operistico.
Nasce inoltre nel 1927 Harry Belafonte, finissimo interprete del repertorio folkloristico giamaicano e grandissimo cantante.
Nel 1006 viene osservata in Cina una supernova nella costellazione del Lupo
Nel 1394 Ekiho esorcizza il tempio zen dalla presenza di un vecchio tasso
Nel 1528 Pánfilo il Narvaéz inizia la sua esplorazione della Florida
Nel 1551 termina il Concilio di Trento
Nel 1682 Luigi XIV inaugura l’osservatorio parigino
Nel 1707 si forma il Regno Unito di Gran Bretagna
Nel 1776 Adam Weishaupt fonda la socieà segreta degli Illuminati
Nel 1840 viene emesso il primo francobollo adesivo, il Penny Black inglese
Nel 1844 Samuel Morse invia il primo messaggio telegrafico
Nel 1866 si forma la American Equal Rights Association
Nel 1873 è immessa la prima carta postale americana
Nel 1931 si inaugura l’Empire State Building, all’epoca il più alto grattacielo al mondo
Nel 1948 viene proclamata la Repubblica di Corea (del Nord)
Nel 1967 Elvis si sposa a Las Vegas
Nel 1994 a Imola muore alla curva del tamburello Ayrton Senna da Silva
Nel 1997 i laburisti tornano a vincere in Inghilterra.
Sono nati oggi
1493 Paracelso
1852 Calamity Jane (Martha Burke)
1900 Ignazio Silone
1908 Giovanni Guareschi
1916 Glenn Ford
1940 Renzo Mingoni (auguri!)
1955 Ricky Tognazzi
1965 Corrado Guzzanti
1968 Olivier Bierhoff
Prossimo post il 7 Maggio
May
1
In memoria di Ayrton Senna
May 1, 2006 | Leave a Comment
Ayrton Senna moriva dodici anni fa, schiantandosi con la sua McLaren alla curve del tamburello a Imola.
Di lui si è saputo solo dopo la morte una grande cosa: finanziava molte opere a sostegno dei bambini disagiati, fisicamente ed economicamente. Voleva che il suo contributo non venisse pubbilcizzato.
Onore alla generosità di un grande uomo.