Mar
30
La sindrome da attenzione parziale
March 30, 2006 | Leave a Comment
Leggo un articolo che originariamente è stato pubblicato su Repubblica secondo il quale si sta diffondendo sempre di più la sindrome da attenzione parziale, al punto che negli Stati Uniti la stanno seriamente studiando.
Andiamo tutti a cena con la persona dei nostri sogni e mentre ci guardiamo negli occhi, mano nella mano, la nostra vista perfiferica scruta il cellulare perennemente sul tavolo (ma che maleducazione) pronti a scattare nel caso si accenda una luce.
Cosa sta succedendo, si chiedono?
Prestiamo attenzione a troppo cose simultaneamente. Semplicemente: siamo distratti, poco attenti alle cose!
E se ne sono accorti ora! Ancora non hanno capito che questo è il mondo che in un modo o nell’altro abbiamo contribuito a creare. Dai il cellulare alla gente perchè non si sa mai cosa può succedere. Fallo oggi, fallo domani e poi diventa un accessorio terribile che perde la sua funzione iniziale e diventa semplicemente un contenitore vuoto che va riempito. E qui gli specialisti del marketing si sdanno!
Prestiamo attenzione al comunicare, non al contenuto della comunicazione.
Se quando andiamo al ristorante con la persona dei nostri sogni mettiamo il cellulare sul tavolo e zompiamo ogni volta che si muove, ma quale credete che sia il messaggio che recepisce l’altra persona? Pensate che veramente, al dilà delle apparenze, dell’invito etc, si senta veramente importante e valorizzata più degli altri in quel momento?
Il nostro cervello, come un CPU, processa una cosa per volta. Se è bombardato da centomila stimoli simultaneamente, deve prima di tutto filtrare quali hanno la precedenza sugli altri, e poi attivarsi. Ecco perchè si è più lenti, più distratti e via discorrendo.
Ultimamente, nel frequentare le lezioni di Psicometria per la mia ennesima Laurea mi stizzisco sempre di più quando le persone cicalecciano tra loro durante gli esercizi che ci vengono assegnati in classe. Li fanno in gruppo!! Come se poi in sede di compito finale si potessero fare tutti insieme. Oppure ho visto gente accanto a me rispondere ad un sms o ad una telefonata mentre scrivevano (un esercizio con limiti di tempo…) poi si lamentano se quando vanno all’esame gli va male.
La concentrazione!
Vi siete chiesti mai perchè lo Zen si sta diffondendo sempre di più? Il qui e ora, solo quello conta. É questo il messaggio base dello Zen. Di fronte a tutto questo, le distrazioni crollano. Se si è impegnati solo nel qui e ora, non siamo distratti. E la sindrome da attenzione parziale va a farsi benedire.
Mar
30
Quando Van Gogh dipingeva la Fender di Clapton
March 30, 2006 | Leave a Comment
“Questo mondo non era fatto per una bella persona come te”. Così Don Mc Lean parlava di Van Gogh in “Vincent”, canzone tradotta in italiano anche da Roberto Vecchioni (per tacere di Little Tony, che di “Vincent” prese solo la melodia, peraltro bellissima). Ed è oggi, nel 1853, che a Zundert, nei Paesi Bassi, nasceva Vincent Van Gogh, pittore che in vita vendette un solo quadro. Proprio vero, il mondo non era fatto per lui. Ricordo quel mattino di fine secolo scorso quando a New York stazionai davanti alla “Notte Stellata”. Quello che in riproduzione mi era sembrato un quadro un po’ troppo sopravvalutato – troppo per entrare nell’immaginario collettivo – presentava tutta la sua profondità . Le pennellate erano dense, potevano essere percepite anche dal vetro, come se piccoli grumi blu si fossero condensati in pochi punti, a formare un piccolo monte fatto di blu e qualche briciola raccolta lì intorno. Quella briciola era arrivata fino a noi.
Interessante notare come lo stesso giorno, 92 anni più tardi, nasca a Ripley, Surrey, Inghilterra, Eric Clapton, o Eric Patrick Clapp come recita l’anagrafe. Soprannominato Slowhand a causa della lentezza infinita con la quale sostituiva le corde che regolarmente si spaccavano durante le serate – e non per la sua presunta lentezza sulla chitarra – Clapton è ad oggi il prototipo del guitar hero. A differenza di Hendrix (i due erano legati da una profonda amicizia, come Clapton ha sempre detto; la stessa amicizia che lo ha legato a George Harrison, col quale ha condiviso anche una moglie!) ha vuto il torto di sopravvivere, e questo agli occhi di chi vuole per forza vedere un “maledetto” o un predestinato è senz’altro un grosso problema.
Fatto sta che sia con i Cream che con i virtuosismi acustici di “Unplugged”, i tributi blues di “From the Cradle”, il disco composto interamente di brani di Robert Johnson o il disco con B.B. King Clapton ri,mane il più grande chitarrista bianco vivente.
Nel 239 A.C. viene avvistata per la prima volta la Cometa di Halley, vista l’ultima volta nel 1986
Nel 1282 gli abitanti di Palermo insorgono contro i francesi: hanno inizio i Vespri Siciliani
Nel 1492 Re Ferdinando e la Regina Isabella firmano il decreto di espulsione degli Ebrei dalla Spagna
Nel 1533 Enrico VIII divorzia dalla prima moglie, Caterina d’Aragiona (è solo l’inizio…)
Nel 1814 gli inglesi ed i loro alleati marciano verso Parigi dopo aver sconfitto Napoleone
Nel 1815 Gioacchino Murat con il proclama di Rimini promette agli italiani libertà indipendenza e costituzione
Nel 1822 la Florida si fonde in uno stato unitario
Nel 1842 viene uitilizzato per la prima volta l’etere come anestetico in un intervento chirurgico
Nel 1849 un gruppo di deputati sulbalpini reca a Genova la notizia che il Parlamento ha dichiarto incostituzionale l’armistizio. É l’inizio della rivolta
Nel 1856 con la pace di Parigi tra Francia e Russia finisce la guerra di Crimea
Nel 1866, prima di “Verkaufte Braut” di Smetana
Nel 1870 viene appriovato il 15° Emendamento alla Costituzione americana, che dà il diritto di voto senza distinzione di razza
Nel 1963 la Francia esegue esperimenti nucleari sotterranei a Ecker in Algeria
Nel 1967 viene fotografata la copertina di “Sgt. Pepper”
Nel 1973 i finanzieri si sotituiscono ai doganieri per i conrtolli di frontiera
Nel 1981 John W Hinckley Jr attenta alla vita di Ronald Reagan
Nel 1999 nello stato dell’Oregon la Philip Morris viene condannata ad un risarcimento per danni da fumo di oltre 2 miliardi
Sono nati oggi
1672 Pietro il Grande
1746 Fancisco Goya
1805 Adrien de la Fage, compositore
1844 Paul Verlaine
1864 Franz Oppenheimer
1882 Melanie Klein
1914 Sonny Boy Williamson
1915 Pietro Ingrao
1933 Willie Nelson
1956 Dori Ghezzi
1964 Tracy Chapman
1968 Celine Dion
1979 Norah Jones
Prossimo post il 4 Aprile.
Mar
25
L'equilibrio del terrore
March 25, 2006 | Leave a Comment
Tra tutte le armi di persuasione a disposizione, nessuna ha più presa della paura.
La reazione al pericolo è codificata nelle parti più antiche del nostro cervello, in quel complesso di parti e organi che costituiscono il cosidetto cervello rettileo. Organi come l’amigdala e il talamo ci danno l’esatta dimensione di ciò che è o può essere una minaccia per noi, e ci fanno reagire di conseguenza. L’adrenalina, ormone secreto dalla glandole surrenali, serve a prepararci alla fuga.
Quando il cervello rettileo non basta, subentra il convincimento. Come facciamo ad impedire ai bambini di fare cose potenzialmente molto pericolose? Mettiamo loro paura. Il risultato è garantito. Funzionerà di più dire ad un bambino “stai lontano dal cane” oppure “se ti avvicini troppo al cane, il cane ti mangia”?
Immaginate la portata di questa modalità su larga scala. È molto facile convincere le persone dicendo loro cosa perderebbero omettendo un certo comportamento piuttosto che dire loro cosa avrebbero a guadagnare. È logico, si bada a non perdere cosa già abbiamo piuttosto che a guadagnare altro. Il guadagno viene contemplato solo in presenza dell’essenziale, per il soddisfacimento di bisogni meno “biologici” e più personali. Maslow insegna.
Una volta che abbiamo soddisfatto i bisogni che stanno al primo livello della piramide di Maslow (quelli biologici, ad es. mangiare e bere per sopravvivere) passiamo a soddisfare quelli del secondo, attinenti alla sicurezza (un lavoro stabile, una casa, una stabilità mentale e finanziaria ecc. ecc.). È a questo livello che attacca l’arma persuasiva della paura. Un esempio ci è dato dalla diffusione dei cellulari. Chi non ricorda la prima volta che i nostri genitori ce l’hanno dato: “non si sa mai, potrebbe sempre succedere qualcosa”. Non so se l’avete notato, ma da quando l’uso del cellulare si è così tanto diffuso è anche aumentato il livello di ansia nelle persone. Adesso, se non si telefona deve essere per forza successo qualcosa; prima si pensava che non si fosse trovata la cabina telefonica. E tutti a comprarsi il cellulare. In più lo hanno anche le persone che contano, e lo reclamizzano dei bei pezzi di figliola (pensiamo a Megan Gale). Il battage pubblicitario arriva però dopo che il bene si è diffuso, affinché le persone continuino ad usufruirne. Eccola qua, la paura servita su un tavolo.
Una volta messa “la pulce nell’orecchio” (una volta cioè inculcata la radice della paura) non resta altro che creare lo spauracchio, il mostro dal quale guardarsi. pensate alle favole: niente di più bello per far addormentare un bimbo, creatura innocente e quindi ancora libera da condizionamenti di vario genere. Eppure, se non c’è l’orco o il cattivo una favola non è una favola. Bisogna ingenerare paura, suspence, irrequietezza per assicurarsi l’attenzione. È una pratica vecchia quanto il mondo, pensiamo alle religioni. Nessuna di esse ha senso senza un rappresentante del male. Pensate allo Zen, che non ha divinità . Viene presentata agli occhi di tutti come una pratica, una filosofia. Viene declassata dal rango di religione, perché per noi non ne ha gli elementi.
Oggi le armi di persuasione “paurosa” si chiamano terroristi e comunisti che ci vogliono privare della libertà . Vecchi relitti delle grandi dittature di stampo sovietico.
È di questi giorni la notizia che il Dipartimento di Stato americano avrebbe avvertito i suoi cittadini di stare alla larga dall’Italia durante le elezioni, per paura di attentati. Ecco la paura, eccola qui, servita proprio nel momento giusto.
Se qualcuno aveva in mente di fare un attentato in Italia, perché adesso? Perché non l’anno scorso ad Aprile a Roma, con milioni di fedeli in fila per vedere il feretro di Giovanni Paolo II? Pensate che al prototipo di terrorista che ci propongono gliene sarebbe fregato molto del motivo per il quale quelle persone erano in coda?
Oggi guardavo un documentario sull’11 Settembre dimenticato, quello del 1973 in Cile, che vide la morte di Salvador Allende. L’allora ambasciatore americano in Cile diceva che la CIA, il Vaticano e la nostra DC avevano stanziato fondi per evitare l’elezione di Allende, arrivando addirittura ad uccidere il generale dell’esercito che appoggiava il politico socialista. Allora andò male (era il 1970), tre anni dopo non ci fu niente da fare, e Pinochet salì al potere (un bel cambio, vantaggioso per i cileni).
La strategia usata allora è la stessa che stanno usando oggi, anche se i parametri sono corretti verso il basso. Pensate a Bush che dice di preferire Berlusconi, Ruini che dice chi si deve votare, l’allarme recente.
Eccovi la paura.
Servita su un piatto molto prezioso: le nostre teste.
Mar
24
Il caimano
March 24, 2006 | 3 Comments
É uscito oggi il nuovo film di Nanni Moretti.
Non è bella la descrizione dell’Italia che esce fuori, ma il film è bello, sia come contenuti che cinematograficamente. La scena in cui Silvio Orlano e Margherita Buy si seguono in auto è semplicemente fantastica.
Mar
22
Un versamento per la ricerca
March 22, 2006 | 2 Comments
Beppe Grillo è stato il primo a fare un versamento alla Associazione Carlo Bortolani Onlus (con Sede a Reggio Emilia, Via Lusenti, 16, telefono 320 7881044) per l’acquisto di un microscopio elettronico a scansione ambientale, quello che hanno tolto ai ricercatori Antonietta Gatti e Stefano Montanari perchè, sostanzialmente, avevano sollevato il coperchio di una pentola molto a bollore.
La ricerca sulle nanoparticelle è importante: ci consente di individuare quali sono i cibi che contengono elementi non biodegradabili fonte a lungo andare di tumori.
Io ho già contribuito alla causa:
From: assistenza @paypal.it
To: “nicola menicacci”
Sent: Tuesday, March 21, 2006 1:28 PM
Subject: Ricevuta del pagamento
Gentile nicola menicacci,
Il pagamento per 50,00 EUR è stato inviato a onluscarlobortolani@reggionelweb.it
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Dettagli sul pagamento
———————————–
Importo: 50,00 EUR
ID della transazione: [..]1L
Oggetto: versamento ad Onlus per acquisto microscopio
Mar
21
Bestiario Ruiniano
March 21, 2006 | Leave a Comment
É notorio: i professionisti della persuasione vestono abiti talari. É così da sempre. Volete prendere a modello un persuasore? Laciate perdere il Presidente del Consiglio, che ha all’attivo poco più di un quarto di secolo di successi in tal senso: prendete un chierico dei quartieri alti, come Camillo Ruini o l’ultranovantenne (ma sempre lucidissimo) Ersilio Tonini. Per tacer dei Gesuiti…
Ormai lo sappiamo tutti: il Cardinale se ne esce con una dichiarazione sottile. La CEI non si schiera. Vediamo come nella sua spiegazione non si schiera.
Nessuna indicazione di voto. Così esordisce l’articolo di Gianni di Capua pubblicato su “Il Tempo”. Ruini ha parlato anche dei principi, valori e contenuti sociali irrinunciabili alla base di una società . Affermazione di tipo sociale – per definizione quindi più di sinistra che di destra. Prosegue poi il professionista della persuasione affermando anche di voler sottolineare “i contenuti irrinunciabili che costituiscono parte essenziale della dottrina sociale della Chiesa”. Eccola qui la mascherata.
Ruini si proferisce contrario ai Pacs (e dal suo punto di vista di uomo di chiesa la cosa non sorprende). Finisce poi per affermare che (citando alla lettera l’articolo di cui sopra) esistono “segnali preoccupanti che giungono da vari Consigli regionali dove sono state presentate, e in qualche caso approvate, proposte riguardanti le unioni di fatto e che equiparano in larga misura i loro diritti a quelli delle famiglie legittime: alcune di queste proposte puntano inoltre ad essere trasferite al Parlamento nazionale, per diventare legge dell’interno Paese”.
I Consigli Regionali ai quali Ruini si riferisce sono sostanzialmente quelli di Toscana, Umbria, Puglia, Piemonte, Campania, Emilia Romagna, Marche, guidati (indovinate un po’?) da maggioranze di centrosinistra.
Ruini quindi fa prima esercizio di preterizione (“nessuna indicazione di voto [...] ma”), poi bypassa completamente l’articolo 3 della nostra Costituzione, che afferma testualmente:
[1]Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
[2]È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Esaminiamolo bene.
Il primo comma è esplicito: sancisce l’eguaglianza dei cittadini, indipendentemente da chi siano, come siano o cosa pensino o professino (strano poi che a livello di rango costituzionale la religione cattolica goda ancora di una posizione di privilegio, fosse solo per il fatto di essere nominata direttamente all’articolo 7 mentre tutte le restanti confesioni sono liquidate in modo generico e dichiarate “egualmente libere davanti alla legge” (art.8) – il nocciolo sta proprio in quella parola: egualmente; il che ribadisce, anche se indirettamente, il favore dato – più che alla confessione – alla Chiesa cattolica.) e dalle loro condizioni personali o sociali. La mannaia di Ruini si abbatte proprio su questo inciso, dando uno status di minor rango a chi è favorevole o – peggio ancora per lui – voglia usufruire dei Pacs.
Il secondo comma dice che la Repubblica deve rimuovere tutti quegli ostacoli economici e sociali che impediscono di fatto tale uguaglianza. Ben inteso che esiste libertà di espressione e di parola (artt. 13, 1° co. e 21, 1° co.), mi sembra che l’azione di Ruini sia ai limiti di tale libertà , profferita da una posizione di vantaggio data alla sua confessione che stride con la dichiarazione di uguaglianza. É vero che per ragioni storiche l’art.7 è stato formulato in quel modo (ci sono molti residui storici nella nostra Costituzione: la controfirma presidenziale deriva infatti da una prerogativa regia), ma non ci si può sempre servire della storia come paravento per giustificare le noste azioni. Resta poi un altro punto fermo: l’articolo 3 è un principio fondamentale della nostra Costituzione. L’attività della Corte Costituzionale (organo supremo con potestà di sancire la conformità degli atti legislativi alla nostra Charta) basa le sue conclusioni primariamente sulla base di due articoli: il 3 ed il 24.
Alla fine della fiera, Ruini dice: votate a destra.
PRENDIAMO, MA NON PORTIAMO A CASA!
Mar
20
La parola scritta e il gioco del favore
March 20, 2006 | Leave a Comment
Continua la digressione sui mezzi di persuasione elettorale.
Il confronto televisivo della scorsa settimana ha evidenziato le linee strategiche dei due candidati. Al dilà della forma e del modo di presentarsi dei due contendenti, va detto che durante tutto il dibattito mai il candidato dell’attuale maggioranza ha menzionato i suoi alleati politici (neanche lo ha fatto Prodi, che peraltro ha parlato dell’Unione), mentre ha nominato quelli del fronte opposto solo per rilevare quella che lui ritiene essere una frattura profonda all’interno dello stesso schieramento, più volte dicendo che tra prodi e Fassino, Bertinotti e chi più ne ha più ne metta c’è disaccordo. Ritorna quindi la linea della svalutazione. Non solo degli avversari, ma anche degli alleati: non nominandoli, sembra che nulla possano per la vittoria della sua coalizione.
Manca quest’anno, nella strategia berlusconiana, l’arma geniale – dal punto di vista di immagine e di marketing elettorale - che gli consentì di fare un deciso balzo in avanti nelle preferenze degli elettori: il contratto con gli italiani.
Vediamo perchè quest’invenzione (lo ripeto: geniale dal punto di vista mediatico e delle vendite) gli è valsa così tanto. Lo dicevano già i latini: verba volant, scripta manent . Ciò che è detto vola, ciò che è scritto rimane.
Quali sono le implicazioni di una siffatta condotta?
La parola scritta incorpora in re ipsa una certa serietà e pesantezza che manca al “verbo”, alla parola profferita. Quando si scrive qualcosa, bisogna esserne convinti e disposti a seguirla. Quante volte infatti avete scritto a qualcuno impegnandovi, anche su un biglietto senza valore o su una email o un messsaggio sms, mordendovi la lingua subito dopo averlo fatto? E quante volte, se si vuole mettere qualcuno davanti al fatto compiuto, gli si chiede uno scritto? Ricordo una volta in terza elementare una lavata di testa che presi dalla maestra perchè feci firmare un foglio in bianco ad un amico, riempendolo con una lettera d’amore sdolcinatissima mandata poi ad una nostra compagnia. “Lo sapete che un foglio firmato in bianco vi può anche mandare in galera?”, ci disse, stizzita e sgrammaticata oltre ogni limite.
Assumere un impegno per iscritto dà a chi riceve il messaggio la sensazione pressochè certa dell’intenzione di rispettarlo. Se ci pensate infatti, al momento della firma davanti a Bruno Vespa, il foglio nessuno ha avuto la possibilità di leggerlo. Se mai lo abbiamo fatto, è stato dopo che è stato firmato. Ecco quindi la grande arma mediatica: l’assunzione di impegno praticamente “in bianco”, segno di grande fiducia nel popolo (fiducia che a questo punto il popolo molto probabilmente gli ricambierà ) e poi – dopo che tutta l’Italia ne parla – la diffusione del testo, per dare supporto pratico (con un ciclostile) all’atto di impegno profondo.
Vi spiego ancora una volta l’effetto, attingendolo da un esempio più concreto: qualcuno che voi conoscete bene – sia esso un membro della famiglia, parente o amico – è in difficoltà finanziarie e si rivolge a voi. Voi, che del suo bisogno siete sicuri, gli firmate un assegno in bianco. Lì per lì va tutto bene, poi sono dolori de panza fin quando non lo vedete rientrare sull’estratto conto. Siete sicuri, quindi firmate. É tutto lì. La cosa si gioca in una frazione di secondo, sull’emozione che un siffatto gesto vi innesca.
Accanto a questo, c’è il fattore del minimo sforzo che potenzialmente garantisce grandi risultati. É ciò che ha fatto la fortuna del lotto, dei concorsi a premi ed anche delle aste on-line. Chi gioca un numero al lotto ha la possibilità con un investimento minimo di accedere ad un grande guadagno, e sicuramente anche se la cosa va male non è che poi si sia rovinato. La cosa comincia sempre così, fin quando non si diventa schiavi del meccanismo.
Parimenti, leggendo il contratto, un elettore fa un atto che niente costa (gli dà il voto) perchè la posta in gioco (quanto dichiarato nel contratto) è alta e percepita come enormemente favorevole. Rimane però un fatto: per il lotto o per il gioco a premi solo uno (o pochi fortunati) vincono, gli altri restano a bocca asciutta. La settimana successiva, chi ha vinto non gioca più, mentre gli altri ripunteranno di nuovo (magari – nei giochi a premi o nelle aste – incoraggiati dal fatto di essersi avvicinati al colpaccio) dando di nuovo vita al meccanismo.
Chi firma un contratto davanti ad una telecamera, forte della sua posizione, sa anche che – come diceva Virgilio – fama crescit eundo (la fama col tempo cresce) o che – come affermava Terenzio – nil est dictu facilius , niente è più facile che parlare.
L’Unione, dal canto suo, ha un programma molto cospicuo, 281 pagine. Non lo ha firmato davanti agli italiani, ma parte da una serie di principi: la difesa della Costituzione, una Pubblica Amministrazione efficiente, una giustizia che funzioni, un Paese più sicuro (altra differenza tra la politica di destra e quella di sinistra: la strategia del pericolo, cavallo di battaglia dello schieramento dell’attuale maggioranza) per poi passare alla parte “d’azione”. Dopo aver fissato i capisaldi della propria condotta, spiega come farà .
Il programma dell’Unione può essere visionato qui.
Mar
19
ADSL: quale conviene di più?
March 19, 2006 | Leave a Comment
Per tutti i navigatori instancabili, quelli che starebbero sempre davanti al computer o che usano la rete per scopi professionali (e per risparmiare sulla bolletta del loro gestore [a tal proposito guardate qui]) l’eterno dilemma è: quale conviene di più?
Visitate questa pagina e lo scoprirete senza problemi.
Mar
18
Templari, Mel Brooks e scrittrici bolognesi
March 18, 2006 | Leave a Comment
Nasce oggi a Bologna Rosarita Cuccoli. Autrice di un libro di poesie (“L’amore più profondo”) e di un romanzo già recensito in questo sito (La logica della solitudine) vive, nella migliore tradizione, a Parigi, dopo un lungo soggiorno in Inghilterra (“La logica della solitudine” è infatti ambientato a Cambridge). Grande fan di John McEnroe, oltretuttto!
Nel 235 viene ucciso l’Imperatore Marco Aurelio
Nel 1190 crociati uccidono 57 ebrei a Bury St Edmonds, Inghilterra
Nel 1229 Federico II si incorona Re di Gerusalemme
Nel 1314 va al rogo a Parigi Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari
Nel 1543 Hernan de Soto osserva la prima alluvione nel Nuovo Mondo (il fiume era il Mississippi)
Nel 1582 Guglielmo d’Orange è ferito in un attentato ad Anversa, Belgio
Nel 1584 muore Ivan il Terribile, Zar di Russia
Nel 1673 Lord Berkley vende la sua metà del New Jersey ai Quaccheri
Nel 1813 David Melville ottiene il brevetto per l’illuminazione stradale a gas
Nel 1834 viene completato in Pennsylvania il primo tunnel ferroviario (275 metri)
Nel 1847, primo telegramma in Olanda
Nel 1848 iniziano a Milano le cinque giornate per la cacciata degli austriaci
Nel 1850 Henry Wells e William Fargo formano a Buffalo, NY, l’American Express
Nel 1862 La Francia ed i rappresentanti del Fronte di Liberazione Nazionale algerino firmano una tregua che pone fine ad una guerra di sette anni
Nel 1915 fallisce l’attacco inglese ai Dardanelli
Nel 1920 la Grecia adotta il Calendario Gregoriano
Nel 1921 si firma la seconda pace di Riga, che allarga i confini polacchi
Nel 1924 si proietta “The Baghdad Thief”, con Douglas Fairbanks e Mary Pickford, scortati dalla polizia al cinema a causa della loro popolaritÃ
Nel 1929 “La nuova Babilonia” di Dmitri Shostakovich viene rappresentata per la prima volta
Nel 1931 la Schick, Inc mette in vendita il primo rasoio elettrico
Nel 1933 si ha la prima trasmissione radio in Mozambico
Nel 1944 le truppe naziste occupano l’Ungheria
Nel 1945 viene bombardata Berlino da 1250 bombardieri americani
Nel 1949 viene ratificato il trattato che istituisce la NATO
Nel 1968 c’è la prima di The Producers, debutto di Mel Brooks alla regia, recentemente riproposto con un cast che annovera, fra gli altri, anche Uma Turman (in italiano il titolo era “Per favore non toccate le vecchiette”; ancora un capolavoro dei nostri traduttori!). La sceneggiatura valse a Brooks un Oscar.
Sono nati oggi
1483 Raffaello
1690 Christian Goldbach, matematico tedesco
1756 Johann Christoph Vogel, compositore
1809 Gabriel de la Concepción Valdés, poeta cubano
1842 Stéphane Mallarmé (“L’Après-midi d’un faune” fu musicata da Debussy)
1844 Nicolai Andreevich Rimski-Korsakov (chi non ricorda “Il volo del calabrone”?)
1858 Rudolph C K Diesel
1869 [Arthur] Neville Chamberlain, Primo Ministro inglese
1882 Gian Francesco Malipiero, compositore
1898 Otto Jochum, compositore
1932 John Updike
1947 Barry Wilson e Robert Harrison (Procol Harum)
1941 Wilson Pickett
Prossimo post il 30 Marzo
Â
Mar
17
RIVOLTANTE! (anche dopo, perchè il programma fa schifo, e il senso della realtà lo si è perso comunque!)
March 17, 2006 | Leave a Comment
Quello che segue è un commento scritto non appena avevo assisito ai fatti. Appena immesso on-line rientro in sala ed apprendo che effettivamente il denaro andrà in beneficienza. Ho deciso comunque di lasciare il post, per coerenza con quello che sentivo e magari anche per dare un suggerimento sulla destinazione dei fondi
Mi vergogno per ciò che sto per scrivere. Per una serie di motivi. Primo, perchè non avrei mai voluto assistere ad una cosa del genere; secondo, perchè quello a cui ho assistito (alcune persone lo stanno ancora facendo) supera i limiti della normale tolleranza; terzo, perchè veramente è un esempio rivoltante; quarto, perchè bisogerebbe usare lo spazio (anche se virtuale) per qualcosa di costruttivo, anche quando si critica, invece che gridare la propria indignazione.
Facendo zapping alla televisione finisco per cedere alle richieste di un gruppo di curiosi assieme a me di vedere l’eliminazione di un concorrente del Grande Fratello. Vedo dei tipi vestiti in maniera a dir poco grottesca (ma quando mai si è vista gente in casa vestita così? E poi lo chiamano reality. Ma che idea ha la gente delle realtà ?!?! Oppure: è davvero questa la realtà ? Ditemi che non è vero. Se è questa FERMATE IL MONDO, VOGLIO SCENDERE!) decidere chi eliminare. E fin qui, tarabaralla, come si dice. Gente che si affida alla monetina, la Marcuzzi vestita da pandoro che dice che il GF non ammette una cosa del genere, l’altro che se ne frega, dà un nome e spacca tutto nel bagno, una concorrente che ha una crisi isterica al nome dell’eliminato e poi alla fine la decisione che lo si può riammettere purchè i partecipanti si decurtino 100.000 Euro dal premio finale di 1 milione? MA SIAMO DIVENTANTI TUTTI PAZZI? Gente che rinuncia a 100.000 Euro per avere uno col collo di pelliccia con loro?!?! Loro, i privilegiati tra i privilegiati, coloro che per mettere le loro mutande sporche davanti al grande schermo si sono guadagnati lo stipendio di una vita, pensione compresa (alla faccia di chi si fa un culo così dalla mattina alla sera per magari sentirsi dire dai figli che non vale niente perchè non riesce a tirare fuori dallo stipendio i soldi per i vestiti del cazzo che portano quelli lì in televisione e che tutti, per imitazione, vogliono!). Avete letto bene: i privilegiati tra i privilegiati.
100.000 euro per riavere uno di loro. E nessuno che dice magari diamoli in beneficienza. Col cavolo: sono assorbiti dalla loro realtà , quella di “fuori dal mondo”, chiusi in una scatola per giorni e giorni. Vedete cosa succede? Ci si perde nel contesto, si perde il contatto con la realtà , e tutti quelli che la guardano fanno lo stesso!
Ma lo sapete cosa si potrebbe fare con 100.000 Euro? Ve lo dico io.
Vaccinazione completa per 5000 bambini; sali idratanti per 1.428.571 bambini; kit scolastico per 47.058 bambini; 190 kit per levatrici per garantire un parto sicuro; 83 kit completi per ambulatorio (fonte: Unicef)
14285 zanzariere per difendere le popolazioni africane dalla malaria (fonte: stopmalaria)
Esistono poi altre possibilità , come per esempio il tesseramento ad Emergency, ad Amnesty International (per dare a tutti il diritto di vedere ‘sti programmi del cazzo!), l’acquisto del braccialetto per sostenere la coalizione contro la povertà e chi più ne ha più ne metta, e questi cosa fanno? Piangono per un collo di pelliccia.
Ho idea io di dove glielo farei fare il Grande Fratello! Ai partecipanti, alla conduttrice, agli ospiti, agli spettatori, agli autori, agli sponsor!
BOICOTTATELO!
BOICOTTIAMOLO!
Facciamolo per chi non sa se la prossima settimana sarà ancora in salute o, peggio ancora, vivo!
P.S. E comunque boicottiamolo lo stesso, perchè se i programmi televisivi sono lo specchio dei tempi e della società ………….
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