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Il baule di Pessoa… ma che fine avrebbe fatto?
December 2, 2010 | Leave a Comment
Mentre vedevo un video di un amico mi sono sorpreso a pensare al baule di Fernando Pessoa, il baule pieno di gente, come lo chiamava Tabucchi.
Nell’era dei blog, della carta virtuale, che fine avrebbe fatto? Di sicuro non ci sarebbe stato. E se Pessoa non avesse rinnovato il suo dominio (o, considerando le sue abitudini, tutti i suoi domini, da pessoa.pt fino a bernardosoares.pt oppure desassossego.org e chi più ne ha più ne metta) che fine avrebbero fatto tutti i suoi scritti? Sarebbero rimasti parcheggiati in un server per altri 30 giorni dopodiché sarebbero scomparsi per sempre? Oppure uno zelante amministratore del provider sarebbe andato a ciacciare nei contenuti, li avrebbe scaricati su un hard disk esterno e poi li avrebbe pubblicati tutti a suo nome? Beh, in questo caso avrebbero avuto una paternità diversa ma quantomeno sarebbero stati disponibili!
È anche vera un’altra cosa: Internet dà la possibilità a tutti di pubblicare qualsiasi cosa, anche se la diretta riferibilità all’autore è spesso piuttosto incerta, dati anche gli pseudonimi o i nicknames a quantità industriale (ma in quello Pessoa chi ha insegnato molto, invero invero vi dico!) Gli editori invece cestinano, scartano, oltre che all’arte o alla pubblica utilità devono rendere conto in primis al bilancio e alla possibilità, con ogni nuova uscita, di assicurarsi il sostentamento per le prossime tre.
Sia come sia, io il baule non ce l’ho. Non ho neanche gli ortonimi o eteronimi di Pessoa, non lavoro in Rua dos douradores né ho i doratori in casa. Sono un contabile come titolo di studio. Come lo era lui. Non sono un alcolizzato (purtroppo, a volte!) come lo era lui.
Ho un paio di ISBN per altrettanti libri pubblicati, ho fatto il ghostwriter per altrettanti best-seller (sissignori, bestseller!) Non vivo a Lisbona, purtroppo, neanche a New York, ancora più purtroppo. Vivo a Firenze, cavolo se è purtroppo!
Ho un blogghettino di racconti nel quale per il momento ce n’è uno soltanto. Ho scritto circa 350 canzoni, molte delle quali non ricordo più (e alcune, in verità, meritavano davvero, almeno così mi è stato detto anche da musicisti professionisti) ed ho un libro giallo in lavorazione.
Quasi quasi metto tutto su carta, regolarmente riciclata.
E mi faccio anch’io il mio bel baule!