Feb
23
Uno standard per gli ebook reader, please!
February 23, 2009 | Leave a Comment
Molti di noi l’hanno visto grazie a Beppe Grillo, ma la cosa non è nuova: gli ebook reader uniscono la logica del foglio di carta alla praticità del formato elettronico. Il che significa risparmio di spazio, non più necessità di fare gli orecchi alle pagine (odiosi) e molto altro.
Il bello di questi oggetti è che non sono retroilluminati, come i nostri cellulari o i pc, e quindi è possibile la lettura all’aperto senza problemi.
Inoltre, grazie alla scheda wi-fi, è possibile scaricare direttamente i quotidiani, leggere le prime pagine di un libro prima di deciderne l’acquisto e molto altro.
Il prototipo di questa nuova generazione è Kindle, prodotto da Amazon. Ma, come sempre succede per i prodotti americani, lo standard è valido solo per loro. Fuori dagli USA e Canada, non serve a niente, e anche il download dei libri è a pagamento, al contrario di quel che avviene oltreoceano.
Insomma, qui Kindle non funziona.
Esistono molti altri ebook reader, che leggono svariati formati (Kindle invece soltanto il suo, poi ditemi se la logica è quella buona!); a me piace Iliad2, che fa anche da writer. Si può cioè scriverci sopra come se fosse un normale foglio di carta, ha scheda wireless e porta USB. Insomma, una biblioteca ed un quaderno-ufficio portatile. Con una tecnologia la cui batteria entra in funzione solo quando si fa un’operazione. Se cioè si lascia una pagina lì, questa sarà sempre visibile ma il sistema entra subito in stand-by. Moltissime cose in poco spazio, quindi.
Sarebbe ora smettere di usare tanta carta a UFO! Per chi non lo sapesse, la carta si ottiene dagli alberi!
Perché preferire Iliad2 a Kindle? Prima di tutto, per la possibilità di leggere più formati (Amazon ha scelto la strada del suo formato letto dal suo ninnolo, che davanti alla guerriglia elettronica sembra proprio una mossa persa in partenza, anche perché il mercato è mondiale). Se infatti Kindle non abbraccerà gli standard come epub, la sua scomparsa sembra garantita nel giro di pochi anni, tre al massimo.
La generazione open source ha infatti creato numerosi formati e numerosi programmi gratuiti anche per pubblicare i propri lavori. Qui si tratta di stare nel giusto mezzo tra “i documenti che saranno letti da pochi” (come le email personali o le mailing list) e “Quelli letti da milioni di persone” (dalle notizie ai siti di grande consumo). Lì in mezzo esiste un mercato fantastico, ed ormai l’imposizione di uno standard è in ritardo. Per Kindle, a meno di un cambiamento di filosofia, si prevede un futuro un po’ magro.